Anci: "Banda larga, niente inciuci governo-Tlc"

SCAVI

I Comuni chiedono al Mise una condivisione preventiva del Regolamento scavi: "Serve relazione virtuosa fra amministrazioni e operatori"

di Alessandro Longo

I Comuni temono di essere scavalcati dal Governo in accordo con gli operatori tlc. Non vogliono subire norme sugli scavi calate dall’alto, che da una parte non tengano conto di tutti gli interessi dei cittadini e dall’altra sminuiscano le esperienze delle reti civiche. È quanto riferisce Anci (Associazione dei comuni italiani) al Corriere delle Comunicazioni, in base a un primo (e parziale) sondaggio tra i Comuni.
Come dice Matteo Lepore, presidente della Commissione Innovazione Anci, “chiediamo al Mise una condivisione preventiva del testo del decreto attuativo denominato Regolamento scavi per le infrastrutture a banda larga e ultralarga nell’intero territorio nazionale. È un passaggio funzionale a rendere questo strumento realmente applicabile nelle nostre città. Ad evitare norme che, all’atto pratico, possano risultare inefficaci a stabilire una relazione virtuosa tra amministrazioni e operatori”.
Anci segnala in particolare le testimoniante di due Comuni, Pavia e Novara, in prima linea nell’analizzare le novità normative in arrivo. Novara ha inoltre una propria rete civica con 90 km di fibra in città, più 80 km lungo il Canale Cavour. Collega così edifici pubblici e aziende e dà fibra in affitto a cinque operatori privati.

Beninteso, i Comuni si dicono interessati alle nuove reti. “Ma il timore è che le nostre città diventino una gruviera, una rete incontrollata di tubazioni e cavidotti che senza una logica pervadono tutto. Occorre un riordino complessivo che metta al centro la città, i suoi cittadini e le loro esigenze”, dice Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia. “Dal punto di vista normativo siamo sulla strada giusta ma occorrerebbe conciliare sempre di più gli interessi delle grandi società di Tlc con quelli della collettività e prevedere la possibilità di inserire cavidotti vuoti nei nuovi scavi da dare poi in concessione evitando continue rotture del manto stradale, disservizi e costi”.
Concorda Andrea Ballarè, sindaco di Novara: “Bisogna inserire nei regolamenti di manomissione delle strade la clausola che obbliga a posare uno o più cavidotti da rendere disponibili alla PA”. “Sembra troppo semplice, ma non si riesce a ottenerlo nonostante innumerevoli richieste e tavoli di lavoro. Ancor oggi nuove strade, sostituzioni di fognature, piste ciclabili non prevedono la concomitante posa di cavidotti e pozzetti per usarli. Pochi euro investiti in tubazioni vuote corrispondono a migliaia di euro risparmiati in successive manomissioni e scavi”.

Si apre così il tema della condivisione delle infrastrutture, critico per entrambi i Comuni. Ballarè in particolare punta il dito contro la delibera Agcom 510/10/Cons. “Prima della delibera il Comune poteva affittare in Iru i diritti di uso di cavidotti o fibre spente attingendo a risorse da investire nell’infrastruttura stessa , o in alternativa, in controvalore, avere analoghi cavidotti resi disponibili dagli operatori  per lo sviluppo della rete civica. Ciò ha consentito a Novara lo sviluppo armonico della rete civica comunale e delle reti di vari operatori che hanno finora condiviso scavi e infrastrutture comunali. Ma dopo la delibera i rapporti con gli operatori si sono fatti più difficili. Il loro atteggiamento ora è: dovete concedere i cavidotti e non essendo il comune un operatore, in cambio non vi dobbiamo nulla. Da quel momento il cavidotto risulta indisponibile ad altri operatori in quanto non più condivisibile”. La delibera, analizzata così, sembrerebbe dunque  avvantaggiare i soli operatori  di telefonia a scapito delle reti civiche comunali “che sono realizzate con esigui finanziamenti propri”, puntualizza Ballarè. “Ci è rimasto solo il baratto come forma di gestione: cavidotto per la rete civica nelle prescrizioni di posa comunale in cambio del comodato d’uso del cavidotto comunale”.
Insomma, i Comuni vogliono essere attori attivi, partecipi allo sviluppo delle nuove reti, perché credono che così ci saranno vantaggi per tutti. E le stesse reti in fibra si svilupperanno meglio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 24 Aprile 2013

TAG: anci, regolamento scavi, banda larga, mise. andrea ballarè, alessandro cattaneo, matteo lepore

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