Tandberg: 21 grandi azionisti dicono no all'offerta Cisco

OPA

Il "Gruppo dei 21" detiene il 24% delle azioni e per il buon fine dell'acquisizione serve il sì da parte del 90% degli azionisti. La società di brokeraggio Seb Enskilda fissa a 170 corone il prezzo "equo" per remunerare il reale valore di Tandberg

di Mila Fiordalisi
Potrebbe non andare a buon fine l’acquisizione di Tandberg da parte di Cisco. L’offerta da 3 miliardi di dollari messa sul piatto dall’azienda americana non è stata accolta con favore da un gruppo di investitori della controparte norvegese. Nonostante la proposta abbia ricevuto all’unanimità l’ok dal board di Tandberg, il niet rischia di compromettere l’operazione considerato che il gruppo in questione, pronto a bloccare l’Opa, detiene il 24% di azioni dell’azienda di videocomunicazione.

Della squadra anti-Cisco fa parte l’Oslo Pension Fund and Rasmussen Group che ha già fatto sapere di non voler vendere le proprie azioni al prezzo oggetto della proposta di acquisizione (153,5 corone norvegesi corrispondenti a un premio dell’11% sull’attuale valore di mercato e del 25,3% rispetto alla media di chiusura degli ultimi tre mesi). “In nome dei 21 azionisti, che detengono il 24% di azioni Tandberg, Seb Enskilda ha comunicato a Cisco che gli azionisti non intendono cedere le proprie quote al prezzo proposto”, recita una nota emessa dalla società di brokeraggio finlandese Seb Enskilda che ha tra l’altro fissato a 170 corone il valore “equo” della partita. “il mercato della videoconferenza è destinato ad una crescita eccezionale. E il potenziale di Tandberg è enorme”, sottolinea Peter Strand, analista du Seb Enskilda.

Secondo i 21 azionisti l’operazione non sarebbe conveniente: Tandberg ha tutte le carte in regola per generare elevati ritorni come azienda indipendente, è la tesi sostenuta dal gruppo dei 21. Anche se lo stesso gruppo fa sapere di non escludere di accettare una nuova proposta, ovviamente al rialzo. “probabilmente il motivo che ha spinto il board di Tandberg a dare il disco verde alla proposta è il bonus triennale garantito da Cisco”, sottolinea Rune Seimar, chief executive del Gruppo Rasmussen. Per l’acquisizione di Tandberg è necessario l’ok da parte del 90% degli azionisti. Ora bisognerà valutare le eventuali contromosse di Cisco.

Tandberg ha inoltre annunciato questa mattina i risultati finanziari relativi al terzo trimestre 2009. Il fatturato ha raggiunto la cifra di 234,7 milioni di dollari registrando una crescita dell’11,6% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. L’utile lordo del trimestre è stato del 65,6% (era del 65,9% nel Q2 del 2008). Le spese generali, amministrative e di vendita si sono attestate sugli 89,5 milioni di dollari contro gli 81,7 milioni dello stesso trimestre dello scorso anno. L’utile operativo è stato di di 50 milioni rispetto ai 45,3 milioni del Q2 2008. Gli utili per azione (dopo le tasse) sono stati di 0,23 dollari (erano $0,35 nel Q2 2008).

L’azienda ha generato un flusso di cassa pari a 72 milioni di dollari che, dopo investimenti pari a 14,1 milioni e l’esborso di 20 milioni per pagamenti relativi all’acquisto di Codian, ha generato un’entrata di cassa totale pari a 37,9 milioni. Il 30 settembre 2009 l’azienda ha chiuso con un bilancio di 245,7 milioni, senza debiti e con un equity ratio del 64,8%.

16 Ottobre 2009