Lte-Tv, Luciano (Fub): "Interferenze, nessun black out diffuso"

FREQUENZE

Il presidente della Fondazione Ugo Bordoni spegne gli allarmismi: "Il fenomeno riguarderà solo aree circoscritte attorno alle nuove antenne Lte". 700mila i filtri necessari per risolvere la situazione

di P.A.

Interferenze Tv-Lte, la Fondazione Ugo Bordoni getta acqua sul fuoco. "La nostra valutazione è che ovviamente il problema c’è, ma non ci saranno black out diffusi. Saranno piuttosto interessate al fenomeno solo aree circoscritte attorno alle nuove antenne Lte”. Lo ha detto ad Affari & Finanza Alessandro Luciano, presidente della Fub, in vista dell’accensione nei prossimi mesi dei ripetitori a 800 Mhz da parte degli operatori tlc.  “Il problema si sentirà quando, tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo, gli operatori mobili inizieranno ad accendere più intensamente le nuove reti 4G”, aggiunge Luciano.

La Fub circoscrive a circa 700mila il numero di filtri necessari per salvare il segnale di ricezione del digitale terrestre dalle interferenze dell’Lte. Sarà la Fondazione a gestire le segnalazioni di disturbi, attraverso un sito (www.helpinterferenze.it) per conto del Mise dove gli utenti potranno segnalare casi di malfunzionamento e ricevere la visita di un antennista nel giro di 4-5 giorni. Intervento a carico degli operatori tlc, gratuito per gli utenti in regola con il pagamento del canone Rai dell’anno in corso. Il ministero sta infine predisponendo un elenco ufficiale di antennisti, mentre sono già stati predisposti gli standard tecnologici dei filtri, visto che sono in circolazione filtri "low cost" in larga parte inutili.  

Luciano ha poi aggiunto che “D’altra parte va detto la qualità del digitale terrestre non è ottimale per diversi canali e in alcune aree del paese. Ma questo è un altro problema, che i filtri non peggioreranno né miglioreranno: si limiteranno a ripristinare la situazione antecedente all’accensione delle nuove antenne”.

La settimana scorsa sul rischio interferenze Lte-Tv è intervenuto Marco Rossignoli, coordinatore di Aeranti-Corallo, che rappresenta un migliaio di broadcaster locali. Secondo Rossignoli il problema potrebbe riguardare fino a 7 milioni di famiglie, anche se ad oggi nessuno può prevedere la reale entità del fenomeno, visto che soltanto pochissimi impianti a 800 Mhz sono stati accesi dalle telco. Secondo Aeranti-Corallo, i rischi maggiori di interferenze si verificheranno nei grandi centri urbani, ad esempio Roma e Milano, dove l’accensione di celle Lte in ambito urbano, a breve distanza dalle case, rischierà di saturare più facilmente i sistemi di ricezione del digitale tv. La tesi è che in aree già densamente popolate di antenne e impianti il rischio di disturbi è superiore.

Secondo Aeranti-Corallo, inoltre, ad oggi né gli antennisti né la cittadinanza sono al corrente del rischio interferenze. Sarebbe mancata, in parole povere, una campagna di comunicazione per informare la cittadinanza e gli installatori e antennisti sul rischio imminente. D’altra parte, la Fub che gestirà il call center anti-interferenze ha un vincolo di riservatezza sulla road map di accensione degli impianti da parte degli operatori, visto che si tratta di informazioni top secret coperte dal segreto industriale.

“Le stime della Fub sono state fatte su modelli teorici , L’Iscom ha fatto uno studio complessivo in materia – dice Elia Mariani, direttore didattico dell’Iplab-Rener, il centro di formazione per installatori e antennisti di Eutelsat che si trova a San Sepolcro – In concreto, c’è il rischio che l’incidenza delle interferenze sia anche maggiore, anche se riguardano soltanto i ripetitori a 800 Mhz che saranno destinati per la copertura in zone vaste e aree rurali. I ripetitori a 1800 Mhz, che sono già attivi in diverse città, non creano alcun problema di interferenza al segnale di ricezione del digitale terrestre televisivo.  Di fatto, è difficile prevedere l’entità reale delle interferenze, perché non si conosce la mappa degli impianti e nemmeno il timing delle varie accensioni.  Di certo, non è un problema di piccolo conto, ma inciderà una larga fetta degli impianti, sia singoli sia centralizzati, che rischiano la saturazione”. Iplab-Rener ha messo a disposizione dei tecnici installatori dei video corsi di formazione gratuiti per l'istallazione dei filtri anti-interferenza.
 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 13 Maggio 2013

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