At&t, nuova "tassa" agli utenti mobili

USA

La tariffa "di gestione" in fattura punta a generare circa 350 milioni di dollari di nuove entrate per il 2013. La protesta delle associazioni dei consumatori: "Bollette gonfiate e poco trasparenti"

di Patrizia Licata

At&t mette una nuova tassa ai suoi utenti mobili. Si tratta di una tariffa “di gestione” di 61 centesimi al mese sulle fatture di tutti gli abbonati wireless che vale dal primo maggio, come riporta il Wall Street Journal.

In un comunicato ufficiale, At&t ha sottolineato che tale decisione è in linea con quanto già praticato da altri operatori mobili e ha ricordato che ai clienti è stato mandato un preavviso di 30 giorni sulla nuova tariffa e che i dettagli sulla nuova voce della bolletta si trovano in ogni fattura. Questa “administrative fee” copre, spiega At&t, "alcune spese, come affitti e manutenzione di interconnessioni, torri radio e antenne”.

La nuova tariffa si aggiunge al pagamento (50 centesimi per linea telefonica) che At&t già impone ai suoi abbonati da anni e che aiuta il carrier a coprire i costi di compliance con le norme del regolatore americano.

Secondo gli analisti di Citigroup, la nuova fee inserita in bolletta da At&t potrebbe generare per la telco quasi 350 milioni di dollari di nuove entrate nel 2013 – un modo come un altro per una grande azienda di potenziare le revenues, ma molto criticato dalle associazioni in difesa dei consumatori, che lo considerano un sistema poco trasparente. Queste voci della fattura mensile, infatti, spesso non vengono notate dai consumatori perché riportate alla fine della bolletta, dopo il costo dell’effettivo servizio (perciò  sono chiamate "below-the-line fees”) e permettono ai carrier di pubblicizzare tariffe inferiori a quelle reali.

"Le below-the-line fees sono solo un modo per gli operatori mobili di gonfiare i prezzi e rifarsi in parte dei costi di gestione dell’attività”, dichiara l’associazione in difesa dei consumatori Free Press.

Altri carrier impongono tariffe simili ai loro utenti mobili. Verizon Wireless ha una “administrative fee” di 90 centesimi per linea, più un recupero delle spese di compliance con la normativa di settore di 16 centesimi; Sprint Nextel ha una “administrative fee” mensile per linea di 1,50 dollari e un recupero delle spese regolatorie di 30 centesimi; T-Mobile US ha un recupero delle spese regolatorie di 1,61 centesimi per linea.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 28 Maggio 2013

TAG: At&t, Wall Street Journal, Citigroup, Free Press, Verizon Wireless, Sprint Nextel, T-Mobile US

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