Olimpiadi e Mondiali 800 mln per la rete Tlc di Rio

BRASILE

I Mondiali di calcio del 2014 e le Olimpiadi del 2016 saranno per il Brasile un’occasione per sviluppare le infrastrutture telecom e IT

di Patrizia Licata
I Mondiali di calcio del 2014 e le Olimpiadi del 2016 saranno per il Brasile un’occasione unica per ammodernare e sviluppare la propria infrastruttura telecom e IT. Ma è necessario un forte investimento (28,8 miliardi di real o 16,8 miliardi di dollari Usa, secondo il quotidiano di Rio de Janeiro “O Globo”), e mentre il governo, che dovrà sborsare il grosso della cifra, cerca di tenere le spese sotto controllo, gli operatori guardano con attenzione al possibile pay back. Sicuramente molti degli investimenti legati alle Olimpiadi si indirizzeranno verso i nuovi stadi, i sistemi di trasporto, le strutture alberghiere e le misure di sicurezza, ma secondo gli esperti dell’industria delle telecomunicazioni anche l’infrastruttura telecom e IT di Rio de Janeiro ne trarrà vantaggio. Teresa Vernaglia, direttore della divisione telecom del Grupo Aes di San Paolo, dice che il mercato si aspetta investimenti di circa 2 miliardi di real (circa 800 mln di euro) per ammodernare l’infrastruttura telecom di Rio in concomitanza con i giochi, anche se è presto per dare stime esatte.

Aes che fornisce fibra agli operatori telecom, ha in progetto di aggiornare il 30-40% della propria infrastruttura in vista degli eventi sportivi che si svolgeranno a Rio de Janeiro e San Paolo. Eduardo Tude, presidente della società di consulenza per le telecomunicazioni, Teleco, nello Stato di San Paolo, fa notare che saranno necessari più investimenti di quelli stimati per gestire l’accresciuto traffico di voce e dati. Soprattutto, le telco brasiliane dovranno fornire la Long Term Evolution (Lte), ovvero migrare sulla rete di nuova generazione. La maggior parte degli atleti e turisti verrà infatti da Europa e Usa e vorrà viaggiare attraverso il Paese e disporre della Lte, che andrebbe quindi implementata a livello nazionale. Julio Puschel, analista del settore telecom dello Yankee Group a San Paolo, fa notare che Rio de Janeiro è una grossa metropoli dove i quartieri più ricchi già dispongono in parte della fibra. Il lavoro da fare per le Olimpiadi è dunque meno gravoso e oneroso di quello che sarà necessario per ammodernare l’infrastruttura telecom in vista dei Mondiali Fifa.

Quest’ultima ha già avviato le trattative con gli operatori telecom brasiliani per chiarire quali infrastrutture telecom saranno necessarie per i Mondiali. Il grosso dell’investimento, secondo Puschel, dovrà indirizzarsi a sostituire il rame con la fibra negli stadi per trasmettere grandi quantità di dati ad alta velocità. I Mondiali di calcio, nota l’analista, porteranno benefici ad alcune aree che attualmente non hanno nemmeno il broadband a un megabyte per secondo. Città come Fortaleza, Salvador, Natal e Recife nel Nord-est, area povera del Paese, e Manaus nella remota Amazzonia ospiteranno alcune delle gare e potrebbero ricevere vantaggi dal punto di vista dell’infrastruttura telecom, ancora poco sviluppata rispetto a quella di città come Rio.

Ma chi pagherà il conto? Gli organizzatori dei Mondiali pensano che dovrebbero essere governi e operatori, i primi a beneficiare della nuova infrastruttura. Ma il governo non ha nessuna intenzione di sborsare alte cifre e secondo Puschel gli operatori saranno interessati a investire in fibra in città come San Paolo, Rio de Janeiro o Curitiba, perché vedono possibili ritorni sull’investimento, ma nelle città più povere come Manaus, l’incentivo a investire è molto più basso, non essendo garantito il pay back. “Prevedo trattative lunghe”, conclude Puschel.

 

22 Ottobre 2009