Uk, Osborne difende i cinesi: "Investitori chiave"

SICUREZZA

Il cancelliere britannico scende in campo a difesa di Huawei dopo che un report del comitato parlamentare sulla sicurezza ha evidenziato una forte carenza di vigilanza nell'accordo fra BT e il vendor

di Patrizia Licata

Il cancelliere dello Scacchiere britannico, George Osborne, scende in campo a difesa di Huawei. Dopo la pubblicazione del report dell’Intelligence and Security Committee (Isc) del Parlamento inglese, che ha parlato di carenza "scioccante" di vigilanza del regolatore nell’accordo siglato tra British Telecom e il vendor cinese nel 2005, Osborne si è affrettato a chiarire che Huawei è da anni un importante e prezioso investitore in Uk.

Anche il Financial Times ha subito chiarito che il report dell’Isc (presieduto dall’ex ministro della difesa, il Conservatore Sir Malcolm Rifkind) è passato a un pesante vaglio del governo inglese, che lo ha ammorbidito con l’obiettivo di non incorrere nelle ire di Pechino. Ma il documento di 27 pagine viene comunque definito "estremamente critico” e i suoi risultati sono stati accolti con “orrore” dai molti parlamentari. Secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, lo studio sostiene che il vendor cinese non avrebbe mai dovuto ottenere autorizzazione a entrare nelle infrastrutture di rete critiche per le comunicazioni nazionali senza prima un attento vaglio dei ministri.

Per il report è “inaccettabile” il mancato coinvolgimento dei ministri in una decisione che riguarda un asset cruciale non solo per i timori legati alla sicurezza ma per le conseguenti pressioni cui viene sottoposto il governo britannico per cercare di mantenere legami commerciali con le aziende cinesi come Huawei dopo che hanno investito pesantemente nell’economia del paese.

Ma Osborne replica: "E’ una priorità per me intensificare i legami commerciali tra Uk e Cina, e non mi stancherò di ribadire il fatto che la Gran Bretagna è aperta agli investimenti cinesi”. Osborne ha anche sottolineato l’importanza dei nuovi uffici di Huawei a Reading e ricordato che l’azienda cinese si è impegnata a investire più di un miliardo di sterline in Uk.

Per il report dell’Isc tuttavia esiste una “scollatura tra la politica di attrazione degli investimenti della Gran Bretagna e la sua politica per la sicurezza nazionale”. Lo studio aggiunge: "Il dovere del governo di proteggere la sicurezza dei suoi cittadini non dovrebbe scendere a compromessi di fronte a questioni di ordine finanziario”.

"La Cina è sospettata di essere ta i principali autori di attacchi informatici sponsorizzati da un governo, volti a carpire informazioni critiche”, si legge ancora nel report. “In questo contesto i presunti legami tra Huawei e lo Stato cinese ci preoccupano: sembra giustificato sospettare che le intenzioni di Huawei non siano solo commerciali, ma anche politiche”.

L’Intelligence and Security Committee ha perciò chiesto una profonda revisione delle modalità con cui il governo britannico valuterà d'ora in poi questo genere di investimenti. Il comitato vorrebbe anche affidare  il monitoraggio della cybersicurezza di Huawei all’agenzia di intelligence del governo inglese, la Gchq. Da parte sua Huawei ha replicato che proseguirà nei suoi rapporti e nel dialogo col governo inglese e con i suoi investimenti nell’economia britannica.

Intanto dal recente vertice tra il presidente Usa Barack Obama e il presidente cinese Xi Jinping nel resort californiano di Rancho Mirage è emersa la questione della cybersicurezza. Il "numero uno" della Casa Bianca è stato esplicito: se Pechino non affronta seriamente il problema della cyber sicurezza, allora ci saranno ancora problemi nelle relazioni tra gli Usa e la Cina. A riferirlo è il responsabile della Sicurezza Nazionale Tim Donilon.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 10 Giugno 2013

TAG: George Osborne, Huawei, Isc, British Telecom, Financial Times, Sir Malcol, Rifkind, Reuters, Gchq

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