Agenda digitale, è il momento del "fare"

TELCO PER L'ITALIA!

Giudizio positivo dal settore Ict sul passaggio della direzione a Palazzo Chigi, con una governance centralizzata mirata a favorire la fase attuativa: è ora di far partire le reti e i servizi. L'industria chiede concorrenza

di Patrizia Licata

Attuazione dell’Agenda digitale: non a caso la terza tavola rotonda del convegno Telco per l’Italia!, organizzato oggi dal Corriere delle Comunicazioni con l’obiettivo di fornire un tavolo di confronto per l’innovazione del sistema-paese, pone l’accento sul tema del “fare”.

Francesco Sacco, Direttore Centro di Ricerca Enter SDA Bocconi: “Agenda digitale vuol dire fare politica industriale, perché quello che si decide oggi impatterà il settore per gli anni a venire, ma anche politica economica, perché il settore telecom e Ict crea valore in tutto il sistema-paese - il tutto guidato da una superiore regia politica che inneschi la fase attuativa: è l’ora dell’economia digitale”.

Alessandro Luciano, Presidente Fondazione Bordoni: “La Fondazione ha da poco rinnovato una convenzione con l’Agenzia digitale: forniremo le nostre competenze scientifiche e di innovazione, in particolare per il piano nazionale di razionalizzazione dei data center, con un censimento e una riduzione dagli attuali 4000 ad appena quattro per tutto il territorio”.

Paolo Angelucci, Presidente Assinform: “Per reagire alla fase di crisi del settore occorre potenziare gli investimenti nei segmenti più innovativi dell’economia digitale. L’Agenda digitale deve aiutare soprattutto facendo partire i servizi di e-gov: l’Italia è ultima nell’Ue dei 27 per percentuale di cittadini che li utilizza. Il settore privato va aiutato a finanziare l’innovazione, noi proponiamo ad esempio con un bonus-cloud”.

Domenico Casalino, Amministratore Delegato Consip: “Da sempre siamo strumento per la Pa per la realizzazione di contratti innovativi, efficienti e che permettono risparmi: continueremo a svolgere questo ruolo in fase di attuazione dell’Agenda digitale. Un procurement efficiente può generare 15 miliardi di euro di risparmi: bisogna acquistare meglio per realizzare meglio le funzioni della Pa”.

Marilisa Cesaro, Head of Competition and Regulation Vodafone: “La Commissione Ue ci ha chiesto di essere ambiziosi e innovare riconoscendo il ruolo delle tecnologie: l’Agenda digitale è lo strumento per farlo. L’Italia è indietro al resto d’Europa per il ridotto accesso a Internet veloce e il ruolo preponderante dell’incumbent. Sul mobile Vodafone ha investito molto per coprire tutto il territorio. Ora occorre superare il gap infrastrutturale nel fisso e assicurarsi che il Decreto Crescita 2.0 non rimanga sulla carta ma passi ala fase attuativa”.

Linda Lanzillotta, Vicepresidente del Senato: “L’aver passato il timone del comando sull’Agenda digitale a Palazzo Chigi è un passo fondamentale per superare i ritardi accumulati in fase attuativa. Finora si è molto parlato di Agenda digitale, è il momento del fare. Che cosa? Innanzitutto, rete fissa di nuova generazione, con risorse pubbliche a servizio dello sviluppo dell’economia digitale, non degli interessi di singoli player. Ma anche, far partire i servizi, rimuovere gli ostacoli al'attuazione, assicurare la governance, guidare tutti gli attori verso obiettivi comuni. Ottima la nomina di Francesco Caio: ha le competenze giuste, ma deve ricordare che quello dell'Agenda digitale non è un lavoro part-time”.

Cristoforo Morandini, Associated Partner Between: “La parte attuativa è stata l’elemento carente finora perché l’Agenda digitale italiana non ha nemmeno un testo scritto, al contrario di quanto accade in Francia, o in Uk: noi abbiamo solo il Decreto Crescita 2.0, che parla anche di molto altro, ma nessun testo con obiettivi e tempi dichiarati. Quel che ci serve è un concreto piano di lavoro, soprattutto guardando al prossimo importante obiettivo della copertura del territorio con la banda ultra-larga”.

Stefano Parisi, Presidente Confindustria Digitale: “Senza politica non c’è attuazione: bene la governance centrale dell’Agenda digitale per passare alla realizzazione degli obiettivi, a cominciare dalla digitalizzazione e efficientamento della Pa. Ma attenzione a parlare di politica industriale: io parlerei di riqualificazione della domanda e ampliamento dell’economia digitale - così crescono anche le imprese. Per il resto la politica si deve limitare a rimuovere gli ostacoli alla partenza dei servizi, dare il tempo alla realizzazione degli obiettivi, garantire al settore privato i giusti incentivi agli investimenti”.

Francesco Posteraro, Commissario Agcom: “L’Italia è indietro sugli obiettivi dell’Europa 2020: l’Agenda digitale è una grande occasione per colmare il ritardo, con una politica intersettoriale e finalmente una governance centrale. Intanto Agcom non è rimasta inerte e ha agito con una politica sullo spettro radio per liberare risorse per l’Lte, promuovendo le reti di nuova generazione con la regolamentazione sui servizi di accesso, e realizzando un catasto delle infrastrutture. Presto intendiamo occuparci anche di diritto d’autore sulle reti digitali”.

Romano Righetti, Vicedirettore Generale di Wind: “Il successo dell’Agenda digitale dipende dalla capacità di fissare obiettivi realizzabili e precise responsabilità nell’execution: bisogna decidere chi fa cosa entro quando. Anche prevedendo dei switch-off per determinati servizi della Pa, che da una data in poi potrebbero definitivamente passare su digitale. Quando alle dinamiche di domanda-offerta sul mercato, Wind è pronta a investire, purché in condizioni di concorrenza. Gli Arpu molto ridotti nel mobile, la scarsa disponibilità degli utenti a pagare di più i servizi anche nel fisso, sono peculiarità del mercato italiano che contribuiscono a limitare la capacità di investire e possono essere fattori del ritardo italiano. La piena competitività del mercato diventa essenziale”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 18 Giugno 2013

TAG: Agenda digitale, Telco per l'Italia!, Corriere delle Comunicazioni, Francesco Sacco, SDA Bocconi, Alessandro Luciano, Fondazione Bordoni, Agenzia digitale, Paolo Angelucci, Assinform, Domenico Casalino, Consip, Marilisa Cesaro, Vodafone, Internet, Linda Lanzillotta, Francesco Caio, Cristoforo Morandini, Between, Stefano Parisi, Confindustria Digitale, Francesco Posteraro, Agcom, Lte, Romano Righetti, Wind

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