Mobile Money, nel 2014 boom nei Paesi emergenti

NUOVI MERCATI

Secondo Juniper Research più di mezzo miliardo di persone userà i servizi di trasferimento mobile di denaro tra cinque cinque anni

di Patrizia Licata
Più di mezzo miliardo di persone userà i servizi di trasferimento mobile di denaro entro il 2014, secondo il nuovo studio di Juniper Research intitolato “Mobile money transfer & remittances: markets, forecasts & strategies 2009-2014”. La crescita sarà trainata dai mercati emergenti, dove l’accesso ai servizi bancari tradizionali resta scarso, ma è alta la diffusione del cellulare. Per calcolare le opportunità che si aprono, Juniper ricorda che su una popolazione mondiale di 6,6 miliardi di persone, gli abbonati mobili sono 3,6 miliardi, mentre più di 2 miliardi di individui non possiedono un conto in banca e 3 miliardi hanno comunque scarso accesso ai servizi finanziari mainstream (i cosiddetti “underbanked”).

A beneficiare del boom del mobile money saranno le tante aziende che operano nell’ecosistema dei pagamenti mobili. Un ecosistema, spiega Juniper, che include operatori mobili, banche e società finanziarie, operatori dei trasporti e del commercio, produttori di terminali, fornitori di nuove applicazioni e sistemi software e service provider. Per l’utente il vantaggio offerto dalle soluzioni innovative di mobile payment è duplice: si mandano rapidamente soldi a un’altra persona senza bisogno di avere un conto in banca e si evita di incorrere nei tradizionali costi del trasferimento di denaro. Juniper segmenta il mercato in due macro-gruppi: i trasferimenti nazionali e quelli internazionali. “I trasferimenti domestici servono ai Paesi in via di sviluppo senza banche ma con necessità di effettuare pagamenti (“banking for the underbanked”)”, spiega Juniper.

“In questi mercati c’è un accesso limitato ai servizi finanziari, ma il cellulare è molto diffuso. In Ghana, per esempio, una persona su 20 ha un conto in banca, mentre una su 3 ha il telefonino”. E’ in questo segmento dei trasferimenti nazionali che Juniper prevede più di mezzo miliardo di utenti nel 2014. La maggior parte sarà in Medio Oriente e Africa, India, Cina e Estremo Oriente. Le nazioni sviluppate con sistemi bancari diffusi non conosceranno lo stesso boom, ma anche qui si apre qualche nuova opportunità: “I pagamenti mobili possono diventare comuni in alcuni contesti sociali, per esempio permettendo agli amici di dividere il costo di una cena al ristorante. Oppure possono servire ai genitori per mandare denaro ai figli all’università”. Soprattutto, è dai Paesi sviluppati che verrà spedito il denaro per i trasferimenti internazionali. “Sono i trasferimenti di denaro che molti lavoratori migranti fanno verso le famiglie nel loro Paese d’origine”, spiega Juniper.

“L’aumento esponenziale dei lavoratori migranti nel mondo ha fatto crescere la quantità di denaro spedita a casa. I principali Paesi verso cui si indirizzano questi soldi, secondo la Banca mondiale, sono: India (27 miliardi di dollari nel 2007), Cina (25,7 miliardi di dollari) e Messico (25 miliardi). Nel 2008 il trasferimento di denaro verso i Paesi in via di sviluppo è cresciuto del 15% per un totale di 328 miliardi di dollari versati. Ci sono anche canali informali di versamento che rappresentano fino al 50% del mercato”. Anche qui c’è da aspettarsi un rapido sviluppo, crisi permettendo, nota Juniper: nel 2009 i migranti hanno mandato il 7,3% di denaro in meno verso i Paesi in via di sviluppo, secondo la Banca Mondiale. Lo studio suggerisce inoltre la presenza di ostacoli di natura politica, commerciale e normativa al pieno sviluppo dei servizi di mobile money transfer che andranno superati.

23 Ottobre 2009