Eni, autobotti sotto (tele)controllo

ICT & MOBILITY

Sviluppato con il Dist dell'università di genova un sistema di sensori per monitorare a distanza i mezzi

di Mila Fiordalisi
Sensori «intelligenti» in grado di tenere costantemente sotto controllo le attività di trasporto. E di inviare segnali di allarme in caso di situazioni anomale, sfruttando le reti web consentendo al personale addetto alle operazioni di controllo di intervenire immediatamente per evitare situazioni che possano mettere a rischio gli autotrasportatori e le merci.

Dopo sette anni di studio e attività di ricerca è stato ufficialmente battezzato il “network” di telecontrollo frutto dell’intesa siglata nel 2002 fra l’Eni e il Dipartimento di Informatica Sistemica e Telematica (Dist) dell’università degli studi di Genova.
Il sistema, nato con l’obiettivo di migliorare la sicurezza nel trasporto su strada delle merci pericolose e in particolare dei prodotti petroliferi, è stato presentato nei giorni scorsi presso la Facoltà di Ingegneria dell’ateneo ligure dove è stato fra l’altro siglato un protocollo di intesa - fra Eni, Dist e la stessa facoltà di Ingegneria - per dare vita al laboratorio congiunto Delab che lavorerà all’ulteriore sviluppo della piattaforma di telecontrollo nonché alla messa a punto di applicazioni ad hoc per migliorare la sicurezza degli autoveicoli.

“La nuova intesa siglata con l’università di Genova - ha sottolineato l’amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni - va nella direzione del fare. Se vogliamo progredire, se vogliamo continuare a conservare il benessere che ci siamo conquistati in questi ultimi cinquant’anni, lo possiamo fare solo continuando la strada del progresso facendo le cose ma facendole bene.Quindi ben vengano iniziative di questo tipo”.
“Dal 2002 la logistica secondaria del Gruppo Eni, che storicamente opera nella sua sede genovese, ha una collaborazione con il Dist dell’università di Genova. La costituzione del nuovo laboratorio, in collaborazione con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, servirà a rendere il sistema di telecontrollo sviluppato nel corso degli anni disponibile e utilizzabile non solo a livello nazionale ma europeo integrandolo con applicazioni in grado di garantire il monitoraggio a 360 gradi dell’intero processo di logistica e trasporto delle merci pericolose”, ha aggiunto la preside della facoltà di Ingegneria Paola Girdino.

In dettaglio il network già messo a punto da Eni e Dist - già operativo su 300 delle circa 1500 autobotti che trasportano i prodotti petroliferi verso le stazioni di servizio Eni - si compone di sensori installati a bordo degli auto mezzi che collegati in modalità remota con la centrale di controllo consentono di indagare e rendere visualizzabili telemetrie, allarmi ed eventi relativi alle attività di trasporto. I sensori possono essere interrogati a distanza ed è possibile verificare in tempo reale lo “stato” del viaggio. La piattaforma comprende anche strumenti multimediali per la formazione del personale.

Obiettivo di Eni è ora dotare tutta la propria flotta di autobotti dell’innovativa “rete”, anche se al momento non stati rivelati dettagli sulle tempistiche. “Vogliamo rendere il trasporto delle merci pericolose a rischio zero - ha concluso la preside Girdinio -. E per questo continueremo a lavorare sul sistema”.

23 Ottobre 2009