Elettronica, la Ue stanzia 5 miliardi

INVESTIMENTI

La Commissione europea, gli Stati membri e l'industria uniscono le forze mettendo a disposizione 22 miliardi per ricerca e innovazione. Con l'iniziativa sull'elettronica si svilupperanno componenti competitive su scala globale

di Patrizia Licata

La Commissione europea, gli Stati membri dell'Ue e l'industria europea investiranno più di 22 miliardi di euro nei prossimi sette anni per favorire l'innovazione nei settori che creano posti di lavoro specializzati; per l'elettronica è previsto un budget di quasi 5 miliardi.

Grazie agli investimenti proposti dal prossimo programma Ue di ricerca e innovazione (Orizzonte 2020), saranno garantiti infatti circa 10 miliardi di euro da parte dell'industria e quasi 4 miliardi di euro da parte degli Stati membri. Gli investimenti sono destinati a cinque partenariati pubblico-privati: oltre a quello nell'elettronica, anche nei medicinali innovativi, nell'aeronautica, nelle bioindustrie, e nelle celle a combustibile e idrogeno.

"L'Ue deve conservare un ruolo guida nei settori tecnologici strategici a livello globale che creano posti di lavoro di elevata qualità. Questo pacchetto di investimenti nell'innovazione combina finanziamenti pubblici e privati per raggiungere proprio questo scopo. Si tratta della perfetta dimostrazione del fatto che il bilancio dell'Ue è un bilancio che favorisce la crescita", ha dichiarato il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso.

"Queste iniziative non solo rafforzano la nostra economia, ma sono un investimento in una migliore qualità di vita. Questa collaborazione ci consentirà di affrontare questioni che nessuna singola impresa o singolo paese potrebbero fronteggiare da soli", ha affermato Maire Geoghegan-Quinn, Commissaria europea per la ricerca, l'innovazione e la scienza.

Il partenariato pubblico-privato (o "Iniziativa tecnologica congiunta", Itc) dedicato ai "Componenti e sistemi elettronici" (Ecsel) intende promuovere le capacità di produzione dell’Europa in campo elettronico, generando crescita e posti di lavoro e offrendo sul mercato mondiale prodotti “migliori, più sicuri, più ecologici”.

Condividere le risorse di sviluppo, disegno e produzione su scala europea serve a superare le sfide odierne: la concorrenza globale, gli alti costi della ricerca, la velocità necessaria nel portare i prodotti al mercato. L’obiettivo è stimolare la domanda mondiale di prodotti di elettronica, come semiconduttori e chip per computer, made in Europe. Il programma ha a disposizione un budget di 4,8 miliardi di euro, cui l’Ue contribuirà con poco più di 1,2 miliardi, i Paesi-membro con 1,2 miliardi, mentre l’industria fornirà le risorse restanti.

Le iniziative tecnologiche congiunte sono aperte ad un'ampia gamma di imprese in tutta Europa, comprese le Pmi, e tutti i tipi di organismi di ricerca possono fare domanda di finanziamento. La Commissione ha sviluppato le nuove iniziative in stretta collaborazione con l'industria, che a sua volta si è impegnata a fornire un notevole supporto finanziario. Sono stati introdotti importanti cambiamenti per rispondere alle critiche nei confronti delle iniziative attualmente in corso considerate troppo complesse e di difficile partecipazione.

Sono ora necessarie nuove proposte legislative per istituire le iniziative nel quadro del prossimo programma di ricerca e innovazione dell'Ue Orizzonte 2020, che dovrà essere approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

Del pacchetto fanno parte anche quattro partenariati pubblico-pubblico tra la Commissione europea e gli Stati membri dell'Ue, di cui uno darà sostegno alle Pmi ad alta tecnologia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 10 Luglio 2013

TAG: Commissione europea, Orizzonte 2020, José Manuel Barroso, Marie Geoghegan-Quinn, Ecsel, Parlamento europeo, Consiglio

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