Bip vs BipMobile, le due società trovano un accordo

IL MARCHIO

L'operatore di telefonia lanciata da Fabrizio Bona dovrà sempre unire il termine "Mobile" a Bip per scongiurare ogni confusione con la società di servizi di consulenza per aziende Business Integration Partners. Questa la soluzione individuata dopo una disputa durata mesi

di Patrizia Licata

E’ stata risolta di comune accordo la sovrapposizione di marchi tra Business Integration Partners, titolare del marchio Bip, e BipMobile, l’operatore mobile virtuale battezzato da Fabrizio Bona. La “guerra” del marchio andava avanti dalla seconda metà dello scorso anno, con l’entrata sul mercato del nuovo operatore mobile nazionale low cost BipMobile, titolare anch'esso di un marchio Bip visivamente diverso ma foneticamente uguale, in conflitto dunque con quello della società di consulenza Bip-Business Integration Partners, da anni presente sul mercato italiano ed estero con il suo marchio Bip.

Le due società hanno raggiunto ora un accordo che tenta di superare i contrasti e “scongiurare ogni possibile rischio di confusione fra le rispettive offerte commerciali e/o di associazione fra le medesime due società”, come si legge in un comunicato congiunto.

Sebbene, infatti, Business Integration Partners e BipMobile operino su due mercati e settori ben distinti (la prima rivolge i suoi servizi alle aziende, mentre la seconda offre i suoi servizi al pubblico dei consumatori), “i rispettivi imprenditori hanno ritenuto di identificare congiuntamente misure che potessero eliminare ogni potenziale effetto confusorio, nel preordinato interesse dei rispettivi clienti”.

Perciò BipMobile dovrà d’ora in poi identificarsi unendo al proprio marchio sempre il termine “Mobile” e si impegna a “circostanziare le proprie future comunicazioni promozionali e commerciali identificandosi sempre e univocamente come operatore di comunicazione mobile”.

A novembre scorso il Tribunale Civile di Milano (Sezione Specializzata in Materia d’Impresa) si era espresso attraverso un’ordinanza per un primo giudizio in merito, che secondo BipMobile riconosceva il suo marchio come “inedito, originale e contraddistinto da chiari segni innovativi”, mentre per Business Integration Partners si trattava “di un’affermazione fuorviante e tendenziosa”.

In una lettera inviata al nostro giornale e pubblicata per intero sul nostro sito, Business Integration Partners contestava le affermazioni di BipMobile in merito al riconoscimento pieno della titolarità del marchio e al legittimo uso della denominazione sociale in ogni contesto. L’accordo congiunto, di oggi con l’utilizzo di Mobile sempre accanto a Bip per l’operatore di telefonia, dovrebbe aiutare a chiarire la differenza tra le due società e i servizi offerti agli occhi del pubblico e dei potenziali clienti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 17 Luglio 2013

TAG: Business Integration Partners, Bip, BipMobile, Fabrizio Bona, Tribunale Civile di Milano

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