Richard: "La politica Ue indebolisce le telco"

ORANGE

Il ceo di Orange contro Bruxelles: "Il taglio del roaming intaccherà i margini delle compagnie". E rilancia sui merger: "Ci sono troppi operatori: la Commissione autorizzi le fusioni"

di F.Me.

Le politiche dall’Antitrust Ue indeboliscono le telco europee e abbassano la loro capitalizzazione di mercato. Lo ha detto il ceo di Orange, Stephane Richard, in un’intervista a Le Figaro, secondo cui gli operatori – “troppi in Europa” – devono essere autorizzati a fondersi mentre non ci dovrebbe essere solo un regolatore europeo delle Tlc. Richard ha inoltre criticato il taglio delle tariffe di roaming deciso dalla Commissione europea, decisione che “intaccherà i margini del gruppo francese di 300 milioni di euro”.  

"Bruxelles sembra non capire che il mondo è cambiato, che non siamo più i monopoli storici ma che oggi operiamo in un mondo ultra-competitivo, nel quale i prezzi diminuiscono ferocemente mentre noi dobbiamo continuare da investire nelle reti”. L’intervista è stata rilasciata dieci giorni la perquisizione da parte dell’Antitrust europeo degli uffici di alcune delle maggiori telco, tra cui appunto Orange, per rilevare eventuali abusi di posizione dominante nel mercato delle connessioni internet wholesale.

Le ispezioni a sorpresa dello scorso luglio sono solo un passo preliminare per rilevare pratiche anticoncorrenziali sospette. Il fatto che la Commissione proceda a tali ispezioni non significa che le società siano colpevoli di comportamento anticoncorrenziale – precisava la Ue – né tantomeno pregiudicano l'esito dell'indagine stessa. La Commissione rispetta i diritti della difesa, in particolare il diritto della società di essere ascoltato nei procedimenti antitrust”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 22 Luglio 2013

TAG: stephane richard, orange, antitrust ue. roaming

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