BT, fibra e tv arginano le perdite

TRIMESTRALE

Il Ceo Livingston è riuscito a rimettere in sesto i conti e a recuperare 4 punti percentuali sul fatturato grazie ai nuovi servizi. E l'utile adjusted sale del 5%

di Patrizia Licata

Tagli, fibra ottica e servizi tv: è questa la ricetta con cui British Telecom è riuscita ad arginare la perdita di business, a reagire alle sfide del mercato delle telecomunicazioni e rimettere in sesto i conti. Il Ceo Ian Livingston – che a settembre lascerà il posto a Gavin Patterson, attualmente capo della divisione retail - si è adoperato in cinque anni per abbattere i costi, far salire gli utili e investire nelle aree capaci di garantire un futuro all'ex monopolio di Stato.

I risultati del trimestre terminato il 30 giugno non sono esaltanti, ma vanno messi a confronto con i due profit warning emessi da Livingston a inizio gestione. Le revenues scendono solo dell’1% rispetto allo stesso trimestre del 2012 e sono pari a 4,45 miliardi di sterline (l’anno scorso erano in calo del 5%); l’Ebitda è di 1,44 miliardi di sterline, con un calo di circa l’1%, meno di quanto previsto dagli analisti di Bloomberg. L’utile pre-tasse scende del 16% a 449 milioni di sterline, ma l'utile adjusted sale del 5% a 595 milioni; scende anche l’earning per share (-17% a 4,4 pence), ma quello adjusted sale del 5% a 5,9 pence.

Livingston ha tagliato costi per milioni di sterline nel corso della sua gestione e ha utilizzato i risparmi per investire in una nuova rete in fibra ultra-veloce e nel servizio sportivo in tv con cui spera di attrarre non solo più clienti ma anche di convincerli a spendere di più per i loro abbonamenti. Da agosto Bt inizierà a trasmettere dal vivo le partite della Premier League, il campionato di calcio inglese, sul suo nuovo servizio tv; già mezzo milione di clienti si sono prenotati.

Questo servizio tv fa diretta concorrenza a BSkyB e cerca di evitare l’abbandono di clienti British Telecom verso le offerte di banda larga, telefonia e tv della società concorrente controllata da Rupert Murdoch. Bt spera anche che, man mano che più persone si abboneranno ai suoi servizi tv, crescerà la domanda di connessione ultra-veloce, creando un circolo virtuoso tra i due servizi. Intanto la rete in fibra di Bt raggiunge già più di 16 milioni di edifici, di cui 1,7 milioni connessi. Trainata da fibra ottica e nuovi servizi, la telco britannica prevede che le sue revenues torneranno a crescere nei prossimi due anni, dopo quattro anni di fila col segno meno.

Le azioni di Bt hanno guadagnato il 48% nel corso dell’anno e "Il record negativo di marzo 2009 (72 pence) è solo un lontano ricordo”, afferma Richard Hunter, head of equities presso Hargreaves Lansdown Stockbrokers. "La ripresa di Bt continua a ritmo sostenuto. L’azienda ha saputo reinventarsi, divenendo più moderna, più snella e più focalizzata sulle attività redditizie”.

Bene anche la divisione Bt Global Services, che gestisce servizi It per aziende e ha visto aumentare per la prima volta la domanda dalle pmi (+1%) e ha registrato una crescita del 50% degli ordini totali ricevuti, anche se le revenues risultano per ora in discesa del 2% rispetto a un anno fa, a 1,7 miliardi di sterline.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 25 Luglio 2013

TAG: British Telecom, Ceo, Ian Livington, Gavin Patterson, Ebitda, Bloomberg, Bt, Premiere League, BSkyB, Rupert Murdoch, Richard Hunter, Hargreaves Lansdown Stockbrokers, Bt Global Services, It

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