Blackberry, Ghidini: "Avanti sul Byod"

L'INTERVISTA

Il director Business Sales di Blackberry in Italia: "Bes 10 consente alle aziende di gestire parchi di device anche Android e iOs"

di Luciana Maci

Blackberry scommette anche in Italia sulla nuova piattaforma per la gestione aziendale dei device, il nuovo Blackberry Enterprise Server 10 (Bes 10), che consente di gestire dispositivi e app per terminali  Blackberry, ma anche - e questa è la novità - per quelli con i sistemi operativi iOs di Apple e Android di Google. La recente tappa italiana del Blackberry Experience Forum di giugno è stata l’occasione ufficiale per lanciare Bes 10 anche sul nostro mercato. E già, come spiega Diego Ghidini, Director Business Sales di Blackberry in Italia, centinaia di grandi aziende italiane lo stanno adottando.
È il vostro guanto di sfida ai competitor nella gestione del fenomeno Byod (Bring your own device)?
Direi proprio di sì. A prima vista Bes 10 potrebbe sembrare un semplice upgrade della soluzione Bes che già esisteva in Italia, ma in realtà non è così: consente ai clienti di continuare a gestire i vecchi Blackberry e anche i nuovi, ma soprattutto di gestire i terminali mobili con sistemi operativi diversi dai nostri.
Quali sono i vantaggi del Bes 10?
Oggi il dipendente che porta il proprio dispositivo in azienda sa che i dati aziendali saranno conservati in una “bolla” sicura realizzata a livello di applicazione. Con il Bes 10 la “bolla” non è più a livello di applicazione, ma all’interno del sistema operativo. Questo garantisce un migliore livello di sicurezza: non dimentichiamo che Blackberry si porta in dote almeno 15 anni di informazione sicura in mobilità. La piattaforma offre inoltre maggiore semplicità nella gestione dei terminali mobili aziendali e consente risparmi ai clienti che hanno acquistato licenze sulla vecchia piattaforma: in base al trade-up delle licenze, potranno comprarne di nuove senza costi  aggiuntivi.
Proprio nessun tipo di costo?
Solo nel caso in cui il cliente decida di acquistare la piattaforma su dispositivi non Blackberry. In questo caso si dovranno comprare le licenze per gestire device dei nostri competitor.
A che punto è l’adozione del Blackberry Enterprise Server 10 nel nostro Paese?
Un mese fa già erano tantissimi i clienti che lo avevano scaricato, tutte grandi aziende, le prime che hanno interesse a sperimentare la nuova soluzione. Nel mondo, dal suo lancio nel gennaio 2013, sono stati installati dai clienti 18mila nuovi Bes 10. Non dimentichiamo che nelle imprese internazionali di grandi dimensioni la maggior parte dei dispositivi è ancora Blackberry.
Si può dire che l’introduzione del Bes 10 scombina le regole del gioco in azienda?
È quello a cui puntiamo. Per noi non fa differenza quanti e quali dispositivi possieda il cliente: il terreno di gioco si sposta sulla piattaforma, che acquista sempre più  importanza. Questo perché i responsabili dei sistemi IT di un’azienda, se pure sono soddisfatti del crescente fenomeno Bring your own device perché consente un sostanziale risparmio nell’immediato, rischiano di spendere parte o tutto quello che guadagnano per proteggersi dai rischi dell’uso di device personali. E quindi hanno bisogno di garanzie di sicurezza.
Cosa cambia con la nuova piattaforma nella gestione delle app?
Fino a poco tempo fa la gestione dei device era hardware, cioè significava di fatto gestire smartphone e tablet. Oggi la sfida è gestire le app. L’azienda ha bisogno di sapere quali dei suoi dipendenti stanno usando quali applicazioni e se queste sono autorizzate o meno. Le soluzioni esistenti producono una sorta di messaggistica sullo smartphone: in pratica si chiede all’utente di scaricarsi questa o quella app, ma così è facile trascurare o perfino dimenticare l’“ordine”. L’utilizzo del Bes 10 consente di far trovare al dipendente le app installate dall’azienda direttamente sul suo dispositivo. Accanto al proprio catalogo di app personali, l’utente si ritrova “già pronte” quelle aziendali obbligatorie, e pure quelle opzionali o suggerite, che può scaricare solo se lo ritiene opportuno. È una versione più evoluta del fenomeno Byod.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 27 Luglio 2013

TAG: diego ghidini, blackberry, byod

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