Start up, nasce il manifesto dell'hi-tech europeo

LEADERS CLUB

Prevede anche un Chief digital officer in ogni paese il progetto presentato dallo Startup Europe Leaders Club, su invito di Neelie Kroes, alla Commissione Ue. Ecco le linee guida per incentivare l'imprenditorialità e l'Internet economy

di Patrizia Licata

Insegnare ai bambini a diventare imprenditori, creare un Chief digital officer in ogni paese dell'Ue, facilitare la quotazione delle società ad alto tasso di crescita e gli investimenti nelle start-up: queste alcune delle proposte contenute nel manifesto che lo Startup Europe Leaders Club, gruppo indipendente di imprenditori europei dell’hitech, ha presentato oggi alla Commissione europea.

Articolato in 22 punti, il documento fa appello anche alla comunità degli startupper chiedendo idee e sostegno al manifesto. Lo Startup Europe Leaders Club (di cui fanno parte tra gli altri Daniel Ek di Spotify, Kaj Hed di Rovio e Reshma Sohoni di Seedcamp) è stato messo insieme dal vice-presidente della Commissione europea Neelie Kroes perché agisca da steering group per tutte le decisioni e le iniziative che riguardano l’imprenditoria e l’economia di Internet. A marzo la Kroes ha invitato il gruppo a produrre un manifesto per la crescita economica.

Le 22 raccomandazioni sono divise in cinque macro-temi: Formazione, Accesso al talento, Accesso al capitale, Protezione dei dati e privacy, Thought leadership. Riguardo alla Formazione, per esempio, il Club raccomanda di aggiornare gli insegnanti nell’utilizzo delle ICT a scuola, di formare gli alunni all’uso del computer e prepararli anche a diventare imprenditori. Il tema è strettamente legato a quello dell’Accesso al talento, dove il manifesto chiede di rendere più agevole l’incontro tra domanda e offerta di lavoro qualificato e di riportare in Europa i nostri cervelli migliori.

Il documento fa appello a un maggior apporto di capitali di ventura per le startup, chiedendo all’Ue agevolazioni fiscali per chi investe, ma anche una facilitazione alla quotazione in Borsa delle aziende e la creazione di un nuovo tipo di società cross-europea, la E-Corp, per le imprese che vogliono internazionalizzarsi, evitando di creare filiali nei diversi paesi europei, ognuna con specifiche regole.

Il manifesto chiede ancora un aggiornamento delle norme sulla protezione dei dati indicando che occorrerebbe rendere pubblici tutti i dati conservati dai governi, in nome di una maggiore trasparenza, e, per favorire i servizi cloud, eliminare l’obbligo per le aziende di tenere i server con i loro dati nello stesso paese in cui operano e cui quei dati si riferiscono.

Per quel che riguarda la Thought leadership, il manifesto invita a ridefinire il concetto di successo celebrando i grandi imprenditori d’Europa e propone di nominare in ogni paese dell’Ue un Chief digital officer, un “campione” del digitale che promuova i benefici di una società digitale inclusiva e faccia sì che l’innovazione penetri in ogni industria e settore dell’economia. Un Digital European Forum permetterebbe di condividere le best practice europee.

Il progetto è stato formulato dal Club insieme al Founders Forum di Londra, un gruppo che riunisce imprenditori, Ceo e investitori internazionali dei settori media e tecnologia. L’idea del manifesto è che, ottenendo supporto pubblico alle misure indicate, si arrivi a creare un documento con azioni da mettere in pratica che sia pronto in concomitanza con la serie di incontri chiave previsti ad ottobre a Bruxelles ,in cui verranno stabilite le priorità d’azione per organismi dell’Ue come il Consiglio d’Europa.

“Le condizioni dell’economia europea restano critiche, ma l’economia trainata da Internet può ribaltare i trend negativi creando nuovi posti di lavoro, nuove competenze e la speranza di un futuro migliore”, si legge nel manifesto che ricorda, secondo i dati del Boston Consulting Group, che la Internet economy nei paesi del G-20 crescerà dell’8% nei prossimi cinque anni e del 18% nei paesi in via di sviluppo, molto più dei settori tradizionali. “Occorre agire per eliminare in Europa gli ostacoli che rischiano di minare il progresso della nostra economia digitale”, si legge ancora. “Dobbiamo assicurarci policy adeguate, oltre che l’ambizione di riuscire, partendo dalla consapevolezza che l’Europa continentale oggi non crea nuove imprese ad elevato potenziale di crescita come altre parti del mondo e non produce imprenditori che hanno fiducia nelle condizioni offerte dal loro paese allo sviluppo delle startup”.

Nella visione dello Startup Europe Leaders Club sono finiti i tempi in cui il posto di lavoro arrivava dalle grandi imprese o dagli enti pubblici. Occorre coltivare, come negli Stati Uniti, l’imprenditorialità a tutti i livelli, tramite un radicale mutamento nella mentalità europea che è presupposto necessario alla crescita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 03 Settembre 2013

TAG: Startup Europe Leaders Club, Commissione europea, Daniel Ek, Spotify, Kaj Hed, Rovio, Reshma Sohoni, Seedcamp, Neelie Kroes, Internet, ICT, E-Corp, Founders Forum, Ceo, Consiglio d'Europa, Boston Consulting Group

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