Apple colpevole: stop ad accordi sugli ebook

ANTITRUST

Il giudice distrettuale Usa Denise Cote chiude la causa sul "cartello" dei libri elettronici vietando alla Mela accordi sui prezzi con gli editori. Ma l'ingiunzione potrebbe scontentare Amazon e gli altri concorrenti

di Patrizia Licata
apple

Ingiunzione permanente contro Apple nella causa civile che ha riconosciuto la casa della Mela responsabile di aver fissato i prezzi degli ebook: l’ha emessa il giudice americano che si è occupato della vicenda, lo Us District Judge Denise Cote. Nel sistema giuridico americano, l’ingiunzione permanente è l’ordine finale che il tribunale emana “ingiungendo” a una persona o entità di non svolgere certe attività in modo permanente fino al completamento dell’ordine.  

Che cosa dunque Apple non deve più fare, almeno per il periodo stabilito dal giudice? Non potrà avere accordi con i cinque principali editori di libri tali da esercitare in qualunque modo una restrizione sul libero andamento dei prezzi retail degli ebook: gli accordi esistenti dovranno essere recisi e non ne dovranno essere siglati in futuro. La durata del divieto varia a seconda dell’editore: due anni per gli accordi con Hachette; 30 mesi per gli accordi con HarperCollins; tre anni per Simon & Schuster; 42 mesi per Penguin; quattro anni per MacMillan. Ovviamente Apple può stringere accordi di altra natura con gli editori, ma non devono in alcun modo distorcere il mercato dei libri elettronici.

Apple dovrà anche eliminare una controversa clausola presente nei contratti con l’editore Most Favored Nation che garantisce che i prezzi degli ebook Apple siano uguali ai prezzi più bassi che si trovano online.

ll giudice ha inoltre ordinato che una società terza controlli le attività di Apple e assicuri che Cupertino rispetti le regole dell’antitrust.

Come noto, il dipartimento di Giustizia americano ha accusato lo scorso anno Apple e cinque dei sei maggiori editori di libri di aver formato un cartello per fissare i prezzi degli ebook, rendendoli artificialmente alti. Il governo ha presentato una corposa serie di prove a sostegno della tesi secondo cui gli editori si scambiavano informazioni sui prezzi degli ebook o direttamente o tramite Apple. Tutti gli editori coinvolti hanno patteggiato col governo per chiudere i procedimenti a loro carico, mentre a luglio il giudice Cote ha riconosciuto Apple responsabile di violazione delle norme antitrust.

I commentatori americani notano tuttavia che il giudice non è stato così severo con Apple come avrebbero voluto le autorità antitrust. Per esempio, la Cote non chiede nel suo  ordine di permettere ad Amazon e agli altri competitor sul mercato ebook di incorporare automaticamente nelle loro applicazioni per iOs dei collegamenti ai loro negozi. 

"Apple non ha creato un cartello per fissare i prezzi degli ebook”, ha replicato Apple alla pubblicazione delle decisioni della Cote. "L’iBookstore ha dato ai clienti più scelta e portato innovazione e concorrenza sul mercato. Apple farà appello contro l’ingiunzione”.  

©RIPRODUZIONE RISERVATA 09 Settembre 2013

TAG: Apple, Denise Cote, Hachette, HarperCollins, Simon & Schuster, Penguin, MacMillan, Most Favored Nation, Amazon, iOs, iBookstore

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