Romei (Polycom): "L'asse Cisco-Tandberg non ci spaventa"

IL NUMERO UNO DI POLYCOM

Il country manager spiega come l’acquisizione sia un’opportunità per accrescere i propri ricavi nel mercato della videoconferenza andando ad accaparrarsi i clienti di Tandberg

di Alessandro Longo
Cisco ha messo sul piatto due miliardi di euro per comprare Tandberg. E anche se l’offerta non ha convinto tutti gli azionisti la sensazione generale è che i giochi siano fatti.
Così la pensa il principale concorrente, Polycom. Che però invece di preoccuparsi si sfrega le mani. L’azienda considera l’acquisizione un’opportunità per accrescere i propri ricavi nel mercato della videoconferenza andando ad accaparrarsi proprio i clienti di Tandberg. Un’opportunità ancor più importante alla luce di risultati trimestrali (appena presentati) tra luci e ombre: la crescita dei ricavi è sì in linea con il mercato (+5% a 243 milioni di dollari), ma calano i profitti (a 14 milioni dai 18 del corrispondente trimestre 2008), per effetto dell’aumento della concorrenza. E non a caso la borsa ha penalizzato il titolo subito dopo l’annuncio dei risultati. A soffrire è soprattutto il comparto video che per Polycom vale il 68% dei ricavi.
Ma l’azienda guarda avanti con ottimismo.  “Resteremo i soli attori indipendenti, su scala globale, nel mercato della videoconferenza. Cioè non legati a nessun grande gruppo - sottolinea Chris Romei, country manager Polycom per l’Italia -. Significa che ora i concorrenti di Cisco, ossia Ibm, Avaya e Microsoft, dovranno rivolgersi a noi e non più a Tandberg, per integrare la videoconferenza nelle loro piattaforme di unified communication”.
Si muove già qualcosa in tal senso?
Sì, i concorrenti di Cisco si stanno già avvicinando di più a noi. Non posso rivelare molto, ma pochi giorni dopo l’annuncio dell’acquisizione ho incontrato un responsabile Microsoft e abbiamo accelerato il processo di integrazione della videoconferenza nella loro piattaforma. Microsoft inoltre ci ha detto che darà il un messaggio chiaro alla propria rete vendita: considerare d’ora in avanti Polycom come partner di riferimento.
Però perderete Cisco come cliente.
Cisco ha il 15% del mercato della unified communication. Per noi si apre un’opportunità di lavorare di più con il restante 85%.
Dunque il mercato della UC è centrale per la videoconferenza?
È una delle tendenze più forti del momento. Sempre più le aziende integrano la videoconferenza nei propri sistemi di comunicazione unificata. La nostra piattaforma di videoconferenza sulle piattaforme di comunicazione Avaya, Ibm o Microsoft, per citare qualche nome. Così si ha una stessa rubrica per le telefonate video, voce, l’instant messenger, la posta…
Possibile che la mossa di Cisco non rappresenti per voi minimamente una minaccia? Dopotutto, avrà una quota maggiore della vostra.
Diciamo che vediamo più opportunità che minacce. Per qualche tempo, Cisco faticherà anche a mettere ordine nel canale vendita di Tandberg. E ciò ci darà vantaggio competitivo per occupare terreno. Quest’acquisizione, inoltre, è un buon segno per il mercato della videoconferenza nel suo complesso. Se fa gola ad un grosso player come Cisco, significa che il mercato sta uscendo dalla nicchia dov’è stato finora rinchiuso. E finalmente potrà crescere e ad ampliarsi.

Full story nel numero 19 del Corriere delle Comunicazioni in uscita il 9 novembre

02 Novembre 2009