Cavi sottomarini: Goretti (Namex): "L'Italia rischia di perdere una grossa chance"

CAVI SOTTOMARINI

Il direttore generale del Consorzio che vede in campo i principali operatori di Tlc, Isp e carrier, lancia l'allarme: "Necessaria l'espansione dell'infrastruttura di rete". Domani a Roma il meeting 2009

L’Italia punta a giocare in prima fila nella geografia dei punti internazionali di incrocio dei cavi sottomarini – Landing Station - che portano alta qualità di connessione a terra.

Ed è sul Namex (Nautilus Mediterranean Exchange Point), il punto d'Interscambio più a sud d'Italia, che sono puntati i riflettori considerato che il “nodo” rappresenta un importante crocevia per le autostrade telematiche in particolare per il collegamento dell’Europa con i Paesi del bacino del Mediterraneo, Africa e Asia. Il Namex è fra l’altro diventato determinante nel corso degli ultimi anni per la pubblica amministrazione: ospita infatti il nodo di interscambio Qxn (Qualified Exchange Network), nell’ambito del progetto Spc (Sistema Pubblico di Connettività).


Fondato nel 2001 il Consorzio Namex riunisce tutti i principali operatori di rete nazionali e internazionali - fra cui Telecom Italia, British Telecom, Wind - oltre a 30 Isp locali e regionali e 14 carrier. Domani si terrà a Roma, presso la Sala del Chiostro della Facoltà di Ingegneria dell'Università La Sapienza il sesto meeting Namex, occasione per fare il punto su progetti e iniziative da mettere in campo per il futuro prossimo venturo e soprattutto per affrontare le questioni “critiche”.

“Attualmente l’ingresso e l’uscita dall’Europa verso l’Asia può avvenire indifferentemente sia da Marsiglia sia dalla Sicilia – spiega Maurizio Goretti, direttore generale del Consorzio -. Va da sé che la Landing Station siciliana, maggiormente sfruttata ed utilizzata dagli Isp italiani darebbe un ruolo di prestigio all’Italia. Allo stato attuale però il suo utilizzo è penalizzato più per motivi burocratici che tecnici”. Secondo Goretti l’Italia rischia di risultare perdente nella competizione con la Francia. ““Un po' come per gli scali aeroportuali, la nostra è una corsa nel diventare un punto di riferimento, un hub per il traffico Internet verso Asia, Africa e Medio Oriente – continua Goretti – Se il sistema Italia non prende coscienza dell'occasione che abbiamo e spinge verso questa direzione rischiamo di perdere un'opportunità importante”.

Per vincere la partita si rende necessaria – dice Goretti – un’espansione dell'infrastruttura di rete, “nell'ottica di una efficace ottimizzazione di costi e livelli di servizio”. E il meeting di domani promette di essere il luogo ideale ove programmare lo sviluppo e l'espansione dell'infrastruttura.

03 Novembre 2009