Letta: "Soldi alla banda larga quando usciremo dalla crisi"

IL SOTTOSEGRETARIO LETTA

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio assicura che la banda larga è fra le priorità del dopo-crisi. E intanto il vice ministro Paolo Romani ipotizza un modello regionale di sviluppo come per il digitale terrestre: "Già siglati sei protocolli con le Regioni"

di Mila Fiordalisi
Torna sugli 800 milioni bloccati al Cipe il sottosegretarioalla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. In occasione della conferenza stampa dedicata alle Giornate di studio marconiane, organizzate per celebrare il centenario della consegna del Nobel per la fisica, Letta ha ricordato che "c'è una postazione di bilancio con stanziamento relativo. Purtroppo la crisi ha obbligato a riconsiderare le cose, per dare priorità agli ammortizzatori sociali e altri interventi necessari, anche a costo di postporre programmi che in condizioni normali avrebbero avuto priorità. I soldi non li abbiamo dirottati. Quando le cose miglioreranno, ossia quando saremo usciti dalla crisi, si potrà riprendere l'ordine delle priorità. E la banda larga è una priorità".

Paolo Romani, viceministro per lo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, ha invece sottolineato che potrebbe prendere piede il modello Dtt - ossia una roadmap regionale - per lo sviluppo della banda larga in Italia. "Per la banda larga ci piacerebbe utilizzare un metodo analogo. Non so se sarà possibile, perché la banda larga è più difficile da regionalizzare, ma sicuramente faremo protocolli regionali: già sei regioni hanno firmato con il Ministero e presto sarà firmato un settimo accordo".

04 Novembre 2009