Europa: il Consiglio spinge verso l'approvazione del Telecoms Package

LA RIFORMA DELLE TLC

La decisione finale potrebbe arrivare già domani. Ma è scontro fra Parlamento e Consiglio sulla linea da seguire in merito alla spinosa questione del download illegale

Il Consiglio d’Europa sta esercitando "pressione" sugli europarlamentari perché si accordino su una nuova versione del pacchetto telecom che renderà possibile tagliare le connessioni Internet degli utenti sospettati di download illegale, senza che vi sia un “precedente ordine da parte di un’autorità giudiziaria”.

Il comitato di Conciliazione (terza e ultima fase del processo legislativo Ue) lavorerà oggi fino a tarda notte e gli europarlamentari temono che i tempi siano troppo stretti per poter discutere il nuovo testo e che alla fine saranno costretti a dire sì alla versione del pacchetto proposta dal Consiglio.

Come dichiarato da un portavoce dell’ufficio dell’europarlamentare Christian Engström, fondatore del Pirate Party svedese, è possibile che ai parlamentari europei venga chiesto di finalizzare la legge domani. Secondo il portavoce di Engström, accade sempre più spesso che il Consiglio metta fretta ai parlamentari, chiedendo di prendere decisioni in tempi brevi senza le opportune informazioni preliminari.

Gli europarlamentari non avrebbero nemmeno visto il nuovo testo su carta, che include “alcune modifiche importanti”, sottolinea Engström, prima che fosse chiesto loro di decidere in merito a un tema così “caldo”.

Il telecoms package è stato al centro di accese discussioni tra il Parlamento e il Consiglio. Il pomo della discordia è l’Emendamento 138 introdotto per garantire l’intervento di una “precedente” “ordinanza di un’autorità giudiziaria” per poter tagliare la connessione Internet ai sospettati di download illegale.

Il testo più recente del Parlamento rappresenta una sostanziale concessione al punto di vista del Consiglio, poiché cancella i riferimenti a una “precedente” ordinanza da parte di una “autorità giudiziaria”. La nuova formula dimostra che il Parlamento è disposto ad allinearsi al Consiglio, secondo Jérémie Zimmermann de La Quadrature du Net, una Ong che difende i diritti degli utenti di Internet. Nelle discussioni che si sono tenute prima di giugno l’europarlamentare Catherine Trautmann si era fortemente battuta per garantire il diritto a un equo processo.

La nuova versione del testo voluta dal Consiglio, con l’eliminazione dei due termini “precedente” e “giudiziaria”, secondo gli europarlamentari darà potere alle aziende e agli enti amministrativi di tagliare l’accesso a Internet di qualunque persona senza un equo processo. Resta la possibilità di ricorrere in appello dopo l’interruzione del servizio, ma questi processi potrebbero richiedere anni. Secondo gli europarlamentari, al cuore della disputa intorno alla parola “precedente” vi sarebbe l’atteggiamento del ministro delle Attività produttive britannico, Lord Peter Mandelson, sospettato di farsi influenzare delle potenti lobby delle industrie dell’entertainment e bancarie che non vogliono mezze misure nella lottta al file-sharing.

04 Novembre 2009