Valducci (Pdl): "Pc nelle case rottamando i telefonini"

SOS INNOVAZIONE 1

di Paolo Barbieri
Nelle famiglie italiane ci sono troppi cellulari e troppo pochi computer? Mario Valducci (Pdl), presidente della commissione Trasporti e Comunicazioni della Camera, lancia l’idea di una “rottamazione” finalizzata a promuovere l’afabetizzazione informatica (e Internet) dei cittadini: vecchi telefonini in disuso in cambio di personal computer, magari i nuovi netbook low cost, che sono anche i più facili da gestire per chi deve ancora imparare l’abc della Rete.
All’allarme lanciato dagli operatori del settore nell’ultimo rapporto Assinform, sulla crisi di fatturato sul calo dell’occupazione nell’Information Technology, il parlamentare azzurro replica osservando che “l’andamento dell’economia ha prodotto un calo generalizzato, un po’ in tutti i settori produttivi, maggiore o minore sui diversi mercati ma innegabile”.
Il governo però con le ultime decisioni del Cipe sui cantieri ha deluso le imprese del settore. Grandi opere, molto cemento e poca innovazione tecnologica.
Ma il ministro Brunetta e lo stesso presidente del Consiglio Berlusconi, che di recente è andato a inaugurare la sede Cisco di Vimercate, hanno rilanciato il tema di un piano industriale della pubblica amministrazione, con l’avvio della dematerializzazione e della digitalizzazione, che possono essere motori importanti per il rilancio del settore dell’Ict. D’altra parte il ministro Gelmini ha sottolineato la necessità di un progetto che sviluppi una maggiore conoscenza delle nuove strutture dell’informazione. Anche in questo caso si vede come il Governo ha già lanciato alcuni messaggi, legati all’importanza dell’Information Technology. Ma sempre più l’obiettivo della politica deve essere concentrato sull’alfabetizzazione informatica della cittadinanza e delle microimprese.
Basterà? Non saranno necessari incentivi o sgravi fiscali per tenere in piedi un settore decisivo per l’innovazione del sistema Italia?
Ma quando parliamo di alfabetizzazione, parliamo della insufficiente presenza dei computer nelle famiglie e nelle microimprese. Alfabetizzazione, a mio modo di vedere, vuol dire due cose: avere il computer, saperlo usare. Allora il Governo potrebbe potrebbe pensare a una rottamazione della telefonia mobile in funzione della diffusione dei Pc. Ce ne sono adesso di computer low cost, alla portata di tutte le tasche. Abbiamo una presenza di telefonini enorme: si potrebbe offrire ai cittadini la possibilità di restituire un vecchio cellulare non più in uso in cambio di un personal computer. Per il pagamento si potrebbe pensare magari di addebitarlo a rate sulla bolletta telefonica o di finanziarlo con un piccolo incentivo statale. Sarebbe una spinta alla diffusione dei computer all’interno delle fasce sociali più deboli e nelle microimprese.
La crisi intanto incalza e tanto le organizzazioni imprenditoriali che i sindacati invitano a non sottovalutarne gli effetti sulla salute delle aziende e sull’occupazione. Quali saranno i tempi per un intervento governativo a difesa dell’Ict?
Intanto c’è un miliardo di euro che il Governo investe sulla banda larga, e proprio in questi giorni dovremmo avere le idee chiare su come verranno impiegati, il ministro Scajola e il sottosegretario Romani ci diranno in che modo verrà inevestito questo miliardo. Si tratta della infrastruttura più strategica per l’Italia, legata al futuro delle telecomunicazioni. Poi, per tornare al piano per la dematerializzazione e la digitalizzazione, è chiaro che nel momento in cui cambia il rapporto fra l’impresa e la pubblica amministrazione, le imprese sono destinate a investire in Information Technology. Per questi cambiamenti ci vorranno dodici-diciotto mesi, un po’ più lunghi invece saranno i tempi per il processo di alfabetizzazione. Infine ci sono ancora dei fondi presso il ministero dello Sviluppo economico. Altri strumenti da attivare, altre strade da percorrere non credo che ce ne siano.

23 Marzo 2009