BANDA LARGA/4 Pressing di Scajola: "Soldi entro l'anno"

BANDA LARGA

In una nota consegnata al presidente del Consiglio Berlusconi, il ministro per lo Sviluppo economico ha chiesto il "doveroso sblocco dei fondi"

di Mila Fiordalisi
I ministri del governo Berlusconi tornano in campo sulla banda larga. Della questione broadband si è fatto personalmente carico il ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, il quale in occasione dell'ultima riunione del Cipe ha personalmente consegnato una "nota" al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per chiedere il "doveroso" sblocco dei fondi.

"Il Consiglio dei ministri ha confermato che quest'anno si avvierà la complessa macchina degli investimenti per la banda larga", ha assicurato il ministro a conclusione dell'incontro del Comitato Interministeriale per la programmazione economica puntualizzando che lo sblocco dei fondi "consentirebbe di dare risposta anticiclica a molte crisi in atto" attraverso la "reindustrializzazione di alcune aree messe in ginocchio dalla crisi, che potrebbe consentire di creare e difendere 60.000 posti di lavoro". Nella nota consegnata a Berlusconi il ministro Scajola ha messo nero su bianco i "numeri" del broadband italiano: il progetto dell' internet veloce, con una spesa di 800 milioni, attiverebbe 1.600 milioni di risorse complessive. I cantieri aperti sarebbero 33.000 e i posti di lavoro 50.000. Il tutto a fronte di un impatto positivo sul Pil per 0,2 punti percento.

Le assicurazioni di Scajola fanno il paio con quelle del titolare del dicastero della PA e Innovazione Renato Brunetta il quale più degli altri ha "bisogno" dei fondi per il broadband per l'attuazione del Piano E-gov.

"Il prossimo Cipe conterrà le risorse per la banda larga", ha annunciato il ministro nel corso della trasmissione 'Il Brunetta della domenica' in onda sul Rtl.  "Le decisioni per sbloccare i fondi saranno prese entro quest'anno", ha infatti detto il ministro aggiungendo che gli 800 milioni di euro, da mettere sul piatto "anche per tranche", sono necessari affinché "dal 2010 si possa superare il digital divide".

Nella giornata di sabato, intanto il vice ministro alle Comunicazioni Paolo Romani ha sottolineato che "il blocco da parte del Cipe degli 800 milioni di euro è un falso problema: la realizzazione del piano anti digital divide (il Piano Romani, ndr.) è già partita e va avanti".  "Ho già sottolineato più volte - ha aggiunto Romani - che 264 milioni sono già in pancia a Infratel per vecchie dotazioni; a questi vanno aggiunti 160 milioni per fondi comunitari per la diffusione della banda larga nelle aree rurali. E poi ci sono i protocolli che stiamo stipulando che le regioni - siamo già a quota otto -, che prevedono un apporto da parte di queste ultime". In complesso, quindi, il governo ha già a disposizione "quasi 500 milioni dei 1.461 previsti dal piano". "Infratel sta facendo le gare, sono già partiti gli scavi per le strade".


IIntanto Coldiretti ha sottolineato che "per lo sviluppo della banda larga nelle aree rurali sono disponibili 90 milioni di euro nell'ambito dei piani di sviluppo rurale regionali (PSR) cofinanziati dall'Unione Europea". "Le risorse - si legge in una nota - dovranno essere programmate in coordinamento con il piano più complessivo Italiano di cui fanno parte gli 800 milioni di investimento proposti dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola che ha chiesto di accelerare proprio sulla banda larga. Si tratta di uno sforzo finanziario notevole, pari all'11% dell'ammontare richiesto al Cipe, con notevoli ricadute occupazionali che conferma il profondo cambiamento della Politica Agricola Comune dell'Unione Europea (PAC) che si è oggi trasformata in una politica moderna a vantaggio delle aree rurali di cui beneficia l'intera collettivita''.

09 Novembre 2009