Camera, pressing bipartisan per il broadband universale

DIGITAL DIVIDE

Una risoluzione firmata da deputati di entrambi gli schieramenti chiede al governo di sbloccare i finanziamenti contro il digital divide

Sbloccare gli 800 milioni per la banda larga. E' quanto chiedono al governo i parlamentari di entrambi gli schieramenti in una risoluzione in cui spiccano le firme di Paolo Gentiloni e Luca Barbareschi.

“L’accesso a Internet va ormai annoverato tra i servizi di natura ‘universale’, alla stregua di servizi come poste, luce o gas nel secolo scorso. Nei prossimi anni non è immaginabile che ci siano delle comunità o delle persone prive della possibilità di connettersi alla Rete - si legge nella risoluzione - Questa esclusione, che ancora riguarda sei milioni di italiani e un terzo dei nostri comuni, non è più accettabile. La banda larga per tutti è inoltre indispensabile per arrivare a un vero e proprio ‘switch off’ per alcuni servizi della Pubblica amministrazione. Gli investimenti per eliminare il divario digitale sono immediatamente attivabili e strategici per l’economia del futuro. Il governo aveva presentato nel mese di giugno un piano per l’eliminazione del digital divide entro il 2012 che prevede un finanziamento statale di 800 milioni. Tuttavia questo finanziamento non è stato ancora deliberato dal Cipe e nei giorni scorsi è stato annunciato il suo rinvio ‘a dopo la crisi'. Chiediamo al governo che la prossima riunione del Cipe deliberi il finanziamento previsto così da imprimere una decisa accelerazione all’obiettivo della banda larga per tutti entro il 2012”.

Il testo è stato sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari. Le prime firme sono quelle di Paolo Gentiloni e Michele Meta del Pd, Luca Barbareschi, Mario Landolfi e Beatrice Lorenzin del Pdl, Roberto Rao e Maurizio Compagnoni dell'Udc, Alessandro Montagnoli della Lega, Massimo Donadi dell'Idv e Rita Bernardini della componente radicale nel Pd.

"'Proporremo in Parlamento una mozione tesa a sbloccare i fondi per la banda larga, certi di poter contare su un vasto consenso bipartisan - annuniciaGentiloni -. Il no del governo agli 800 milioni previsti dal piano Romani sulla banda larga e' una grave ipoteca sul futuro del nostro sviluppo. Investire sulla banda larga non significa solo assicurare accesso a internet per tutti, ma contribuisce a rimettere in moto l'economia e a creare nuova occupazione. Per questo nelle maggiori economie del mondo l'investimento sulla banda larga non viene rinviato, ma fa parte dei pacchetti anti-ciclici dei governi per far fronte alla crisi. L'Italia non puo' essere l'unico Paese a perdere questa occasione''.

11 Novembre 2009