Cellulari, Nokia perde punti (e Samsung cresce ancora)

GARTNER

Il market share dei finlandesi è sceso dell’1,5% anno su anno (dal 38,2% al 36,7%) mentre è cresciuto quello della casa coreana arrivato a quota 19,6%

di Patrizia Licata
E’ finita la contrazione del mercato dei cellulari, grazie all'eliminazione delle scorte di telefonini invenduti, alle vendite nel cosiddetto mercato grigio, ma soprattutto al boom degli smartphone. E’ quanto emerge dall’ultimo studio Gartner intitolato "Competitive Landscape: Mobile Devices, Worldwide, 3Q09”. Nel terzo trimestre 2009 le vendite mondiali di terminali mobili sono state di 308,9 milioni di unità, con un aumento dello 0,1% rispetto al terzo trimestre 2008, mentre le vendite di telefonini “intelligenti” hanno superato i 41 milioni di pezzi, con un balzo del 12,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

“Le scorte in magazzino si sono ridotte e abbiamo osservato aumenti nei volumi di vendita, ma il prezzo medio di vendita (ASP) resta fermo. Ci aspettiamo ancora pressione su questo fronte nel 2010”, nota Carolina Milanesi, research director di Gartner. “Molti nuovi cellulari arriveranno sul mercato in tempo per Natale e gli operatori proporranno incentivi ai consumatori durante le feste: per questo ci aspettiamo che nel quarto trimestre le vendite di device mobili cresceranno anno-su-anno”, continua la Milanesi. “Nel complesso secondo noi la performance del 2009 sarà piatta, ma non in calo rispetto al 2008”. Le vendite del cosiddetto mercato grigio non sono più limitate alla Cina ma riguardano tutti i mercati emergenti di Asia/Pacifico, Europa dell’Est, Medio Oriente, America Latina: una vera sfida per i produttori. Inoltre, i device del mercato grigio non sono più solo modelli ultra-low cost: alcuni cominciano a proporre funzionalità avanzate, ha scoperto la Gartner.

Un tema caldo del 2009 sono state le piattaforme aperte. Apparentemente mettono fine alla frammentazione del mercato, ma quando i produttori adottano una piattaforma software standard, rischiano di perdere la capacità di differenziarsi. Perciò è possibile che piuttosto che limitare la frammentazione, le piattaforme aperte finiscano col promuoverla (si formeranno tante piattaforme individuali), perché i produttori vogliono distinguersi dalla concorrenza. Android è il tipico esempio di questo trend: singoli produttori usano le loro proprie interfacce utente, come HTC Sense, o parti specifiche del sistema operativo, come Motorola Motoblur.
Quanto ai produttori leader, il market share di Nokia è sceso dell’1,5% anno su anno (dal 38,2% al 36,7%). Nokia risente della pressione, sulla fascia alta, dei nuovi smartphone, pure se ha un suo prodotto di punta in questo segmento, l’N97. La finlandese dovrebbe registrare buone vendite alla fine dell’anno per i prodotti di fascia media, secondo Gartner, mentre per quelli di fascia alta i consumatori a Natale potrebbero cercare altrove. E’ cresciuto invece lo share del produttore numero due al mondo, Samsung (dal 17,1% al 19,6%), le cui vendite nel terzo trimestre 2009 sono state guidate dai device touchscreen e dagli smartphones sui mercati maturi di Europa occidentale e Usa. LG è terza, cresciuta da uno share del 7,8% al 10,3% grazie ai telefonini touchscreen (ma il punto debole è la mancanza di un buon portafoglio smartphone). Male la Motorola (dall’8% al 4,5%) e la Sony Ericsson (dall’ 8,1% al 4,3%).

“Sono gli smartphone il segmento a più rapida crescita sul mercato dei mobile device e siamo ottimisti sul loro potenziale nel quarto trimestre 2009 e nel 2010,” continua la Milanesi. In questo segmento, lo share di Nokia si sta drammaticamente riducendo (dal 45% del secondo timestre al 39% del terzo). Di conseguenza anche il sistema operativo Symbian perde terreno. Tutto il contrario per Research In Motion (Blackberry), balzata a uno share del 20%, il più alto finora raggiunto. Continua il successo dell’iPhone: la quota della Apple sul mercato mondiale degli smartphone è salita al 17%. Ottimi i risultati dell’azienda del melafonino in Europa occidentale, dove ha superato la Rim. La strada per Android è ancora lunga: sono pochi i modelli disponibili e la quota di mercato resta al 3,5%. “I produttori devono puntare sulla differenziazione delle loro interfacce utente, ma al tempo stesso salvaguardare la compatibilità con le varie applicazioni”, secondo Roberta Cozza, principal analyst  Gartner. “I vendor di telefonini devono ampliare il portafoglio di smartphone per beneficiare di questo segmento di mercato in forte crescita e con ASP più alto”, aggiunge la Milanesi. “Sarà anche importante per loro ottenere l’appoggio degli sviluppatori e dei carrier”.

12 Novembre 2009