Pressing delle aziende aquilane su Scajola "Si impegni a sbloccare i fondi per il broadband"

ABRUZZO

In una letterea indirizzata al titolare dello Sviluppo economico la Cgil e Cisl chiedono lo sblocco degli 800 mln che "potrebbero avere ricadute positive sulle azienede locali"

di Federica Meta
L'inserimento delle aziende dell'ex polo elettronico dell'Aquila nel piano per il riavvio di alcuni bacini industriali in crisi nel nostro Paese e lo sblocco dei finanziamenti destinati al progetto della banda larga che, in parte, potrebbero ricadere sulle imprese locali. È quanto chiedono la Fim-Cisl e la Ust-Cisl dell'Aquila in una lettera indirizzata al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola.
“Le aziende dell'ex polo elettronico chiedono di poter entrare a pieno titolo nella partita della banda larga -  si legge nella lettera -. Come Lei è bene a conoscenza, la deindustrializzazione nel nostro territorio è iniziata nel 2000 con il disimpegno di Siemens, che al tempo occupava 3mila dipendenti. Ad oggi ancora paghiamo, con cassa integrazione e mobilità, lo scotto della cancellazione dell'elettronica dal bacino industriale aquilano”.
La Fim-Cisl e la Ust-Cisl ricordano come “gli accordi sottoscritti nel marzo 2003 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla presenza del sottosegretario Gianni Letta e il successivo intervento di Sviluppo Italia, siano risultati provvedimenti nulli a bloccare l'emorragia occupazionale. Attualmente circa 1800 lavoratori del polo elettronico sono in mobilità o cassa integrazione”.

Una situazione proseguono i sindacati “aggravata dal sisma del 6 aprile scorso, che ha provocato la chiusura di circa 8mila attività commerciali e artigianali e l'avvio della cassa integrazione per 16mila lavoratori”. Uno scenario che la Cisl definisce gravissimo. “È  indispensabile l'inserimento del comprensorio aquilano nei bacini in crisi. Il Governo e' chiamato a focalizzare sull'Aquila l'attenzione e gli investimenti previsti nel progetto della banda larga – rimarcano i sindacati -. Il Capoluogo abruzzese era già coinvolto in un processo di deindustrializzazione, che il sisma ha indubbiamente accelerato”. Infine si chiede al ministro un impegno personale “unitamente a quello dell'intero Governo, che il territorio attende da tempo e che oggi ha l'occasione per concretizzarsi”.

13 Novembre 2009