Vaciago: "Senza broadband in Italia sarà Medioevo digitale"

L'ANALISI

Secondo l'economista il Paese sta pagando un forte ritardo di termini di innovazione

La ripresa è globale così come globale è stata la recessione. Ma rispetto ad altri Paesi l'Italia sconta un gap di crescita che “è eredità degli ultimi dieci, quindici anni e che dipende dal colpevole ritardo negli investimenti in innovazione e tecnologia”. È la lettura di Giacomo Vaciago, ordinario di Politica Economica e direttore dell'Istituto di Economia e Finanza nell'Università Cattolica di Milano, in occasione di un intervista rilasciata all’AdnKronos.

“Il dato del Pil, in crescita dello 0,6% nel terzo trimestre non è una novità, era largamente previsto, ed è in sintonia con il giudizio comune che il peggio sia passato  - spiega Vaciago -. Ora aspettiamo il meglio, che però è di là da venire”.
In sostanza “c'è la ripresa nel mondo e c'è anche in Italia”. Al contrario del gap tecnologico che, invece, è tutto nazionale. “Internet, ad esempio è stato considerato come un prodotto e non come un modo di fare le cose. L'Italia lo ha aggiunto, ma non lo ha scelto”. Ne sono un esempio quei Comuni che hanno costruito un sito per farne una vetrina: “hanno speso ma non ne hanno fatto un fattore di produzione – insiste l’economista -. Questo vuol dire non aver capito il nuovo mondo”.
Certo “Brunetta se ne è accorto e vorrebbe fare di più, ma poi non si fanno scelte coerenti. Si pensi agli 800 milioni mancanti per la banda larga: se la banda è larga diventa un fattore di produttività, se è stretta serve solo ai nostri figli che giocano”. Vaciago conclude con estrema chiarezza. “Stiamo perdendo un treno, sembra la storia di Roma nel 300 Dc. Era il tempo delle invasioni barbariche. Poi venne il Medioevo”.

13 Novembre 2009