iPhone, il device più cool senza "garanzie" per gli operatori

L'ANALISI

Se il "Melafonino" si rompe nel secondo anno di vita è il negoziante a sobbarcarsi costi, contrariamente a quanto avviene per gli altri modelli di cellulari dove è il prouttore a farlo

di Patrizia Licata
Lo smartphone della Apple è uno dei prodotti di maggior successo del mercato dei cellulari (7,4 milioni di unità vendute solo nell’ultimo trimestre), ma l’iPhone non è poi così “cool” quando si considerano le garanzie che la casa produttrice offre ai suoi operatori. A dirlo è la società di consulenza danese Strand Consult, che spiega: “All’interno dell’Ue vigono norme generali che regolano i prodotti acquistati nei negozi. Quelli di elettronica di consumo come i telefonini sono coperti da una garanzia di due anni; in Norvegia, si arriva in alcuni casi a cinque. Questo vuol dire che se il cellulare ha un problema, il negoziante deve ripararlo senza costi aggiuntivi per il cliente per due-cinque anni”.

Tutti i produttori si sono adeguati a queste norme, per cui gli operatori mobili e gli altri attori del mercato che vendono telefonini non corrono rischi se il device si rompe in periodo di garanzia: ci pensa il produttore. Con una eccezione importante: la Apple, che garantisce il suo prodotto solo per un anno. Perciò, se il cellulare si rompe nel secondo anno di vita (coperto dalla garanzia per il consumatore secondo le norme comunitarie), è il negoziante a sobbarcarsene i costi – per alcuni modelli anche molto elevati. Le conseguenze per gli operatori focalizzati sull’iPhone possono essere gravose, secondo Strand Consult; in particolare, le aziende che si chiedono quanto convenga puntare sugli iPhone, dovranno includere eventuali costi di riparazione nel secondo anno di garanzia (costi che non hanno su altri telefonini) e le conseguenze di malfunzionamenti hardware e software. “Noi consigliamo agli operatori di avviare un dialogo con la Apple per avere più garanzie”, dicono alla Strand Consult.

“Se la Apple non è disponibile, gli operatori potrebbero assicurarsi contro i possibili costi di riparazione futuri. Ci sono molti esempi sul mercato dell’elettronica di consumo di produttori che hanno dovuto mettere da parte cospicue somme di denaro per coprire i costi extra di riparazione”. “Se siete un operatore e avete venduto centinaia di migliaia di i-Phones, vi serve solo una calcolatrice per capire quanto vi costerà se il 5-10% di questi telefonini presenta malfunzionamenti nel secondo anno di utilizzo”, conclude la Strand, considerato che la riparazione media costa fra i 35 e i 70 euro.

17 Novembre 2009