Il telemarketing alla prova della privacy

LA NUOVA LEGGE

Il Garante preoccupato per gli effetti sui consumatori. Ma l'Istituto italiano per la Privacy guarda ai vantaggi per le imprese: "Le nuove norme semplificano gli adempimenti. Massima tutela per i cittadini: multe salate per le aziende che non rispetteranno le regole".

di Mila Fiordalisi
"Suscita molta perplessità l'istituzione di un registro pubblico al quale devono iscriversi quanti non vogliono essere disturbati da telefonate pubblicitarie o commerciali, caricando così i cittadini di incombenze e problemi". Con queste parole il Garante per la Privacy commenta le nuove norme in materia di telemarketing introdotte dal decreto Ronchi approvato ieri in via definitiva dalla Camera.

"Si rischia di causare ulteriori molestie ad abbonati e utenti, che, almeno fino a quando non sarà istituito il registro, si vedranno di nuovo massicciamente contattare da aziende, gestori telefonici, società di servizi con le offerte più diverse".

Non concorda l'avvocato Diego Fulco, direttore dell'Istituto Italiano per la Privacy: "Non facciamoci condizionare dagli allarmismi circolati in questi giorni: nessun consumatore sarà costretto a subire telefonate promozionali, se non le desidera".
"Le nuove norme sul telemarketing - sottolinea Fulco - avvicinano il nostro sistema a quello anglosassone, semplificando gli adempimenti a carico delle imprese e stimolando la concorrenza". I timori espressi dal Garante della Privacy - secondo cui il nuovo sistema, che introduce la creazione di un registro a cui i cittadini dovranno iscriversi per rifiutarsi di ricevere telefonate a fini promozionali, caricherebbe propri i cittadini di incombenze e problemi - sarebbero dunque infondati. Lo stesso Garante fra l'altro si è riservato di verificare il corretto funzionamento del registro prima di giungere a conclusioni.

Secondo l'avvocato Fulco il registro è un'arma di garanzia per i consumatori: "Le aziende intenzionate a fare telemarketing, dovranno consultare il registro, lasciando traccia automatica di questa consultazione; quelle che ometteranno di consultare o che telefoneranno a persone contrarie, pagheranno multe salate".

"Si metterà fine ad una situazione confusa e contraddittoria, quale quella sperimentata negli ultimi anni: l'obbligo del consenso dell'utente per le telefonate commerciali veniva spesso aggirato, quando non disatteso", commenta il deputato del Pdl Benedetto Della Vedova. "L'istituzione del registro pubblico permetterà di superare definitivamente le zone d'ombra. E' auspicabile che il Governo, fin dalle prossime settimane, s'impegni ad informare i consumatori su come potranno esercitare il loro diritto alla privacy. Allo stesso tempo è bene che l'istituzione del registro avvenga nel più breve tempo possibile, proprio per ridurre al minimo i disagi che potrebbero derivare dal regime provvisorio".

20 Novembre 2009