Telecom, Torino "capitale" del 4G. Nel 2010 chiavetta e gara frequenze

TELECOM ITALIA

Telecom Italia Lab continua la sperimentazione della banda larga mobile. Il direttore Stefano Pileri prevede la gara per le frequenze e l’arrivo delle chiavette per connettersi all’Lte già per il prossimo anno

di Patrizia Licata
Il cellulare a larghissima banda, sotto l'etichetta Lte (Long Term Evolution), è da pochi mesi una realtà sperimentale a Torino, su 14 antenne distribuite nel centro città dai tecnologi di TiLab di Telecom Italia, con la collaborazione dei cinesi di Huawei. “Uno dei primi test al mondo di questo tipo”, spiega Stefano Pileri, direttore della tecnologia a Telecom Italia, “che ci sta generando reali dati sul campo. Ogni antenna può reggere traffico per 140 megabit al secondo. E i terminali raggiungono i 51 megabit. Questo significa che possiamo contemporaneamente scaricare un video ad alta definizione e insieme una videoconferenza di pari qualità a 4 megabit bidirezionali”.
Ben di più anche delle chiavette Hdspa oggi in commercio (7 megabit), e delle Hdspa+ che l'anno prossimo arriveranno con i loro 21 megabit (massimi).

“La novità tecnologica dell’Lte è riconducibile al fatto che si tratta di un salto in avanti rispetto al WiMax”, secondo Affari e Finanza. “I dispositivi Huawei che sono stati installati a Torino sono paragonabili, per dimensioni e spessore, ai primi modem Adsl o agli switch che vengono utilizzati da Fastweb per terminare i collegamenti via cavo, ma entro il 2010 arriveranno i system-on chip che stanno dentro una chiavetta”. Inoltre, continua l’inserto di Repubblica, la frequenza di sperimentazione, sui 2,6 gigahertz, probabilmente verrà messa a gara sul territorio nazionale già l'anno prossimo, consentendo a Telecom Italia di avviare il servizio. Intanto anche Vodafone ha annunciato l’apertura a Milano di un centro di ricerca che vede protagonista sempre Huawei, con due obiettivi: rendere l’offerta wireless sempre più competitiva con la rete fissa e proporsi come strumento per combattere il digital divide.

“Che la domanda di Internet in mobilità sia in crescita è dimostrato dal boom delle vendite di chiavette”, sottolinea A&F. “Oggi circa 7 milioni di famiglie e utenze italiane navigano sulla rete solo via chiavetta. Utenti che stanno poco a casa ma vogliono i benefici dell’alta velocità”, aggiunge Pileri. Per ora la sperimentazione effettuata a Torino su una vettura attrezzata con pc e modem Lte garantisce una videoconferenza in alta definizione e un passaggio perfetto da una cella all’altra (il cosiddetto handover). “Noi scommettiamo che con l’Lte la videoconferenza diverrà un’attività professionale e di consumo ben più diffusa”, dice il direttore di Telecom Italia Lab. “Basterà avere la chiavetta per collegarsi alla riunione, e mostrare chiaramente un documento o un grafico”.

23 Novembre 2009