Mani (Accenture): "Reti e servizi, un'alleanza wi-win"

L'INTERVISTA

Secondo il responsabile Communications & High Tech "le telco non devono arroccarsi ma guardare a nuovi mercati"

di Alessandro Longo
Il mercato di Internet vive un paradosso. Per andare verso il futuro ha bisogno che reti e contenuti crescano di pari passo. Peccato che i rispettivi protagonisti, operatori e fornitori di contenuti, non abbiano ancora imparato ad andare sempre d’accordo. È l’impasse fondamentale da cui bisogna uscire e la strada è la nascita di un ecosistema. La pensa così Accenture, multinazionale che offre consulenza strategica alle aziende in ambito tecnologico, organizzativo e professionale. Ce ne parla Silvio Mani, responsabile Communications & High Tech per Italia, Germania e Sud Est Europa di Accenture.
Che cosa sta cambiando nel mercato?
Fino a qualche anno fa i rapporti di forza erano dominati dagli operatori tlc: erano loro a decidere quali servizi entravano nel mercato e a quale ritmo. Ultimamente la situazione si è quasi ribaltata, grazie alla spinta da parte di altri player che creano, innovano e reinventano business senza chiedere il permesso a nessuno.
A che cosa si riferisce?
Nessuno ha invitato Apple o Google alla danza. Si sono presentati e si sono impossessati della scena, con l’iPhone, Google Wave, Android. È un trend destinato ad accelerare fino a quando non si troverà un nuovo equilibrio tra i diversi player.
E qual è la formula di Accenture per riuscire a trovare questo equilibrio?
Può essere espressa in questo modo. Gli operatori over the top (cioè i fornitori di contenuti, ndr.) hanno un strategia molto chiara, caratterizzata da un pragmatismo straordinario, e devono fare la propria parte continuando così. Senza cambiare. Sono invece gli operatori telefonici a dover cambiare. Hanno davanti a sé due strade: l’arrocco sulle proprie infrastrutture o lavorare per far crescere i servizi ai clienti. Tutti i grandi monopolisti sono in grande difficoltà nello scegliere la strada corretta e stanno perdendo tempo prezioso
È evidente che consigliate la seconda strada.
Sì, certo. Entrambi gli attori devono valorizzare i loro punti forza. Non solo la rete ma anche la base clienti con cui hanno un rapporto diretto e privilegiato, ai quali devono offrire servizi di qualità crescente.
In che modo?
Seguendo la trasformazione digitale della società. Due aree su cui si sta concentrando l’interesse internazionale sono il mobile payment e la web tv. Gli operatori devono entrarvi. Non devono fare solo un gioco di difesa sulla rete, ma anche attaccare in nuove aree.
Ad esempio?
Gli operatori devono seguire con attenzione tutte quelle aree tradizionali che ora passano al digitale. E quindi, per esempio offrire servizi per l’eGovernment (Telecom Italia l’ha già capito e infatti partecipa al bando ministeriale per la posta elettronica certificata, ndr.). Devono scommettere su servizi unified communications per le aziende. Settore che ora Google ha aggredito con Google Wave. Per il pubblico dei consumatori, i campi più forti sono i pagamenti mobili, l’infomobility e il digital entertainment, le scommesse e gioco d’azzardo online. Un altro tema è la digital security, perché sempre più elementi della nostra vita e attività sono sottoposti a rischi di sicurezza.
Ma se gli operatori offrono questi servizi non vanno allo scontro con Google e gli altri, invece di formare un ecosistema?
No, non direi, perché non devono offrire i servizi da soli. È finito il tempo in cui potevano farlo. Crediamo nelle sinergie, gli operatori devono stringere alleanze con fornitori di contenuti, tecnologie. Fino a poco tempo fa l’operatore più intraprendente era quello che lanciava prima certi servizi. Ora è quello che riesce a stringere alleanze migliori. La convergenza fisso-mobile di cui si parlava in passato lascia il terreno alla convergenza tra media, tlc e aziende che producono terminali come Nokia e Apple.
Quale sarà il ruolo Accenture in questa trasformazione?
Non ci proponiamo come strateghi assoluti in un mercato che viaggia più velocemente di quanto previsto. Ci offriamo invece di accompagnare i player che vanno verso questa trasformazione, nel ruolo di loro partner. Per esempio, abbiamo creato l’Innovation Center for Broadband a Roma, che fa parte di un network di centri che lavorano sulla digitalizzazione. E a Roma ora lavoriamo con player per servizi di mobile payment e web tv. Oggi,la vera sfida di un operatore TLC oggi, è di saper divenire il centro di attrazione per tutti quei player che vorranno in futuro costruire servizi a larga banda.

23 Novembre 2009