Galateri: "Il Cipe sblocchi almeno una parte degli 800 mln"

PIANO ROMANI

Il delegato di Confindustria per la banda larga ricorda che gli investimenti in Tlc sono anticiclici.  "Per ogni euro investito si sviluppa 1,45 euro di Pil"

di Federica Meta
“E’ importante che il prossimo Cipe sblocchi i finanziamenti previsti per il superamento del digital divide”. Gabriele Galateri di Genola, delegato Confindustria per le comunicazioni e lo sviluppo della banda larga sottolinea, ancora una volta, la necessità di dare il via libera ai finanziamenti del piano Romani parlando ad un convegno a Udine sulla banda larga. “Il problema è stato posto in maniera molto attiva. Sento indicazioni da parte di alcuni ministri che al prossimo Cipe potrebbe cominciare a passare qualche pezzo di questo progetto – ha proseguito Galateri -. Tutto ciò mi fa ben sperare che il tema venga affrontato, sia pure con i tempi e con i modi che sono condizionati dalla situazione economica del Paese”.

In questo contesto “il Comitato potrebbe cominciare con lo stanziare qualche tranche inferiore. Al di là del fatto che siano o meno disponibili tutti questi fondi, è importante partire perché in questo modo si attiverebbe un percorso virtuoso a cui partecipano non soltanto il pubblico ma anche il privato, le Regioni e gli enti locali – ha precisato -. Tutte componenti fondamentali del progetto”.
Progetto che permetterebbe di transitare dal digital divide alla digital prosperity. “Il Paese deve capire che la diffusione e l' utilizzo delle tecnologie informatiche sono una risorsa che può e deve generare ricchezza – ha poi sottolineato -. Bisogna ricordare che per ogni euro investito nel settore Tlc si sviluppa 1,45 euro di Pil. Si tratta del miglior indicatore possibile per lasciar comprendere la forza dirompente dell' investimento in Tlc in termini di capacità di produrre ricchezza non solo per una nazione, ma anche per le singole imprese”.

Galateri ha inoltre elencato i vantaggi di alcuni servizi che verrebbero a svilupparsi un contesto infrastrutturale all’avanguardia, come il miliardo di euro risparmiato ogni anno con l’adozione del Fascicolo sanitario elettronico (Fse) da parte del Servizio sanitario nazionale. “Non siamo i soli ad aver percepito la rilevanza delle Tcl per l'economia – ha ricordato il delegato -. L' amministrazione Obama, ad esempio, ha stanziato 7,2 miliardi dollari, da spendere entro settembre 2010, per un primo intervento per eliminare il digital divide e ben 22 miliardi di dollari per l' la modernizzazione delle reti e dei sistemi informativi della Sanità”.

Il convegno è stato anche occasione per fare il punto sul progetto di Confindustria per l'Innovazione digitale che è entrato nella seconda fase, quella degli incontri con le realtà produttive sui territori. “Confindustria ha effettuato una disamina molto attenta di queste problematiche e ha prodotto un documento che fa il quadro delle necessità e delle opportunità del Paese - ha concluso Galateri -. Proprio per questo siamo ora sul territorio, per la seconda fase del progetto che punta a creare una cultura digitale stimolando le aziende, soprattutto le medie e piccole, a conoscere i vantaggi, le economicità e le ricadute positive dell' utilizzo della banda larga e delle applicazioni ad essa collegate”.

23 Novembre 2009