Romani: "Per la Ngn faremo la società della rete"

IL VICE MINISTRO ROMANI

"I soldi non sono un problema" dice il vice ministro con delega alle Comunicazioni. Si farà una newco in cui confluiranno gli operatori interessati a realizzare la nuova rete con il sostegno economico della Cdp e del Governo

di Mila Fiordalisi
“Faremo la società della rete, i soldi non sono un problema”. È quanto annuncia il vice ministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, all'agenzia di stampa Ansa.

“Il Governo sta lavorando al Piano per portare Internet veloce a tutti gli italiani, piano che sarà portato a termine appena usciremo dalla crisi garantendo 2 MB a tutti”.

Il vice ministro torna anche sulla rete di Telecom Italia: “L’infrastruttura è largamente insufficiente e soffre di scarsi investimenti: l’ex monopolista investe poco appesantita da grandi problemi finanziari anche se non dipendono dalla gestione industriale. Come Stato e Governo siamo costretti a intervenire e l'Europa ce lo consente”.

Romani annuncia inoltre che chiusa la fase del digital divide si pone il problema della rete di nuova generazione. “Trattandosi di un investimento eccezionale per il Paese l'Unione europea consente l'intervento del Governo per una cifra che fra i 6 e i 10 miliardi di euro. Vodafone spinge per il wireless, Fastweb per la fibra e Telecom Italia non ha preferenze a parte il fatto che ha meno soldi degli altri”.

Di qui la soluzione “società della rete”, una newco su cui “interverranno i grandi player ma anche Poste e Ferrovie e altri soggetti inseriti nel sistema infrastrutturale”. Il tutto senza la necessità di uno scorporo della rete Telecom. “Opteremo per il project financing”, annuncia Romani sottolineando che i soldi non sono un problema. “La Cassa Depositi e Prestiti ha oltre 100 miliardi da investire e ci sono anche altre risorse. Il Governo, inoltre, ha intenzione di fare la sua parte”.

23 Novembre 2009