Patto Telco: Telefonica "bloccata" dai soci italiani

PATTO TELCO

L’opzione di acquisto garantita a Telefonica sulle azioni Telecom Italia detenute da Telco non potrà essere esercitata senza il consenso dei soci italiani. La call concessa agli spagnoli è stata sì confermata nel nuovo patto, ma in versione depotenziata

di Patrizia Licata
Nel nuovo patto Telco, Telefonica non potrà esercitare l’opzione di acquisto sulle azioni Telecom Italia spettanti agli altri soci (Generali, Mediobanca e Intesa-Sanpaolo) che decidessero di recedere dall’accordo nell’aprile 2011 o a scadenza, nell’aprile del 2013.

E’ quanto risulta dalle condizioni esplicitate nelle comunicazioni alla Sec sulle partecipazioni rilevanti inoltrate da Mediobanca e Generali.  “Si legge call, ma sembra piuttosto una put - si legge sul Sole 24Ore -. L’opzione di acquisto garantita a Telefonica sulle azioni Telecom Italia detenute da Telco di fatto non scatta se i soci italiani non vogliono. La call concessa agli spagnoli è stata sì confermata nel nuovo patto, ma in versione depotenziata”.

Questo consente innanzitutto a Sintonia di rivendere sul mercato la quota di Telecom che otterrà distaccandosi da Telco. Gilberto Benetton ha precisato che la società cederà le azioni Telecom sul mercato entro giugno, secondo quanto risulta al Sole, e l’Ad di Generali, Giovanni Perissinotto, ha spiegato che il socio uscente non sarà rimpiazzato. La nuova versione del call agreement, la cui efficacia è stata prolungata fino al 27 aprile 2013, non esenta però solo Sintonia, ma anche gli altri soci che decidessero di recedere dal patto, mediante scissione da Telco, nell’aprile 2011 o a scadenza.

Come era in precedenza, l’opzione non sarà esercitabile dagli spagnoli in presenza di Opa oppure di trasferimento in pegno delle azioni a garanzia di finanziamenti. In pratica, spiega il Sole, servirà a tutelare Telefonica solo nel caso in cui il consiglio di Telco decida di vendere le azioni a terzi.

Intanto Telecom si prepara al consiglio del 2 dicembre, che, come ha spiegato ieri il presidente Gabriele Galateri, farà il punto della situazione in vista della chiusura dell’esercizio e discuterà di “altre tematiche che sono sul tavolo in diversi Paesi”: all’ordine del giorno, dunque, la questione di Telecom Argentina, che l’Antitrust di Buenos Aires ha intimato di cedere. Non si parlerà invece di piano industriale, né di investimenti infrastrutturali, anche se il vice-ministro per le Comunicazioni, Paolo Romani, ha rilanciato il progetto di una società della rete: “Nessuno scorporo”, ha chiarito, “ma una newco in cui intervengano i grandi player”.

24 Novembre 2009