Scandalo Omega. Letta: "Garantire le commesse"

EUTELIA

L'ex Eutelia è finita sotto il controllo di una finta società britannica con falsi prestanomi. Il sottosegretario Gianni Letta invita le PA "ad assicurare una prospettiva di continuità e sviluppo".  Tremonti: "Non è accettabile che una società quotata sia finita in questo caos"

di Mila Fiordalisi
“Il commissariamento è la soluzione giusta”. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ieri sera ospite della trasmissione Anno Zero di Michele Santoro dedicata in gran parte alla situazione critica del Gruppo Omega (ex Eutelia) e in particolare delle società Agile e Phonmedia non vede altre strade per un salvataggio in extremis dell’azienda informatica.

“Anche se la questione non è di mia diretta competenza credo che alla fine la soluzione giusta sia il commissariamento, o comunque un intervento forte che metta a posto una società che ha commesse pubbliche e anche contratti privati e che proprio da lì deve ripartire”, ha detto Tremonti.

Il Governo questa mattina in una nota ha rivolto un appello a tutte le pubbliche amministrazioni che hanno contratti di fornitura in corso con il gruppo "a rispettare e conservare le commesse, così da assicurare una prospettiva di continuità e sviluppo alla professionalità dei lavoratori. Il governo ha anche invitato le aziende private ad un analogo comportamento".

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta si è inoltre attivato con il Tribunale di Roma (sezione fallimentare), per sollecitare l'esame delle istanze presentate dai lavoratori.

Durante la trasmissione di Santoro è stato svelato nei dettagli il meccanismo di scatole cinesi che ha portato il controllo dell’azienda informatica italiana nelle mani di una società fantasma in Gran Bretagna attraverso finti prestanomi e un capitale sociale di una sterlina. L'azienda d'Oltremanica che ha effettuato la registrazione della società ha dichiarato di avere fra i propri clienti anche Tiscali. “Non è accettabile che una società quotata in Borsa sia finita in questa situazione”, ha puntualizzato il ministro del Tesoro. Stupore è stato espresso anche dal segretario del Pd Pierluigi Bersani, anch’egli ospite della trasmissione Anno Zero. "Bisogna togliere dalle mani di questa gente l’impresa", ha detto il segretario del Pd “E commissariare”.

Intanto stamattina i lavoratori dell'azienda stanno proseguendo il sit in davanti palazzo Chigi.

Dopo l'incontro di ieri sera a Palazzo Chigi che ha visto presente i rappresentanti dell'azienda e i sindacati è stato fissato al 7 dicembre il prossimo appuntamento per fare il punto sugli impegni presi. Letta ha fissato come termine il 5 dicembre per il pagamento di tutte le spettanze dei lavoratori e per il ritiro della procedura fallimentare. Ma secondo quanto riferiscono i sindacati l'azienda non pagherà gli stipendi.

"Finché non si vedono gli stipendi è difficile fare passi avanti - sottolinea Adolfo Rocchetti, responsabile del settore informatico della Uilm nazionale - L'azienda è  insolvente; non è in grado di gestire un piano industriale e malgrado le sollecitazioni rifiuta l'impegno a pagare le retribuzioni arretrate. Un vergogna".

"Chiediamo una sola cosa - dice il segretario nazionale della Fiom-Cgil, Giorgio Cremaschi -. Che il governo apra al commissariamento. Non ci sono altre strade".

27 Novembre 2009