WiMax e Lte nemici-amici. Così il 4G apre alla coesistenza

NUOVE RETI

L'evoluzione delle Tlc mobili significherà una scelta più ampia, dice Idc. Connettività mobile capillarmente diffusa fornita non da una sola tecnologia wireless, ma da una "confluenza di tecnologie che potranno coesistere o competere tra loro"

di Patrizia Licata
Nell’era del 4G c’è posto sia per il WiMax e le sue future evoluzioni, sia per il 3G Hspa e l’Lte. A dirlo è l’assistant vice-president della ricerca di Idc, Tim Dillon, che ha parlato del futuro delle comunicazioni mobili in occasione del recente incontro di NetEvents in Asia Pacifico. L’avvento del 4G aprirà nuove possibilità ai servizi wireless, attualmente chiusi nel limite dei 30 Mbs, secondo Dillon. Oltre ad avere velocità di trasmissione dati molto maggiori (fino a 1Gbps sul raggio corto e fino a 100 Mbps verso utenti multipli tra 1 e 10 km), il 4G offre molti altri vantaggi: la compatibilità di servizi con le reti fisse, il roaming a livello mondiale e l’interoperabilità con altri sistemi di accesso. I carrier possono trarre enorme beneficio anche dai sistemi radio che funziono su canali non contigui, continua Dillon.

Siccome diventa sempre più difficile per i regolatori telecom riconfigurare lo spettro per creare i larghi blocchi contigui necessari per lo streaming video, la tv mobile e altri servizi su banda larga, Dillon prevede che l’era dei ricevitori radio software (Sdr) riconfigurabili è alle porte. In questo scenario, dal punto di vista tecnologico, ci sarà posto, secondo l’analista Idc, sia per il WiMax che per l’Lte.

La maggiore velocità di trasmissione dati sia nelle reti Lte che in quelle WiMax 802.16m costringerà gli operatori mobili ad accelerare la migrazione verso le reti Ngn (next generation networks), nota Dillon. Prima che l’interesse del mercato si concentrasse sul 4G, l’industria mobile si è occupata di migliorare l’ampiezza di banda della trasmissione radio per le connessioni voce a circuito, in concomitanza con il forte sviluppo della telefonia mobile. L’avvento delle comunicazioni broadband su linea fissa ha convinto sviluppatori e service provider che le comunicazioni wireless basate su Ip sono il vero futuro. “Questo vuol dire che l’intero core mobile e switching va modificato e trasformato in rete Ngn, per supportare le comunicazioni wireless su banda larga”, spiega Dillon.

Secondo Idc, WiMax e Lte non sono due tecnologie che si escludono ma adeguate a esigenze diverse e, in alcuni casi, complementari. Il WiMax è più adatto come soluzione di comunicazione fissa wireless o per l’accesso a Internet mobile sui mercati in via di sviluppo dove l’xDsl non è pratico, e anche come servizio complementare all’Lte e all’Hspa sui mercati sviluppati come Giappone e Corea. L’Lte risponde meglio alle esigenze degli operatori Hspa o Ev-Do che vogliono offrire maggiore velocità dati sia in uplink che downlink (il primo è molto importante per le applicazioni di social networking e costringe gli operatori mobili a ripensare i loro business model, secondo Idc).

Ma quanto dovremo aspettare per la prossima evoluzione delle comunicazioni mobili? Il WiMax è già realtà e le sperimentazioni Lte sono già partite: proprio in questi giorni Singapore Telecommunications (SingTel) ha annunciato che condurrà i suoi trial Lte in quattro nazioni (Australia, Indonesia, Filippine e Singapore). I test saranno avviati all’inizio dell’anno prossimo e dureranno dai sei ai nove mesi. Ai trial Lte sono stati invitati a partecipare sei vendor: Alcatel-Lucent, Ericsson, Huawei, Nec, Nokia Siemens Networks e Zte.

01 Dicembre 2009