La Camera ripesca l'emendamento sulla banda larga

FINANZIARIA

Riammesso l'emendamento a firma di Gioacchino Alfano (Pdl) bocciato ieri in Commissione Bilancio. Il presidente Giorgetti: "Ma per l'ok finale serve la relazione tecnica del governo"

di Mila Fiordalisi
Ripescato alla Camera l'emendamento per l'installazione di impianti in fibra ottica sulla banda larga presentato dall'onorevole Pdl Gioacchino Alfano e bocciato ieri dalla Commissione Bilancio. Il presidente della commissione Giancarlo Giorgetti ha deciso di riammettere il testo "dopo più approfondito esame". Il presidente ha però chiarito che prima dell'ok finale è necessario che il governo presenti una relazione tecnica. 

Ieri ha ottenuto inoltre il via libera ieri in Commissione Trasporti e Tlc alla Camera, la risoluzione bipartisan sottoscritta da Paolo Gentiloni (Pd), Luca Barbareschi (Pdl) e dagli esponenti di tutti i gruppi parlamentari, che mette nero su bianco la richiesta di sblocco da parte del Cipe, già nella prossima riunione, degli 800 milioni per la banda larga. “La banda larga per tutti è indispensabile per arrivare a un vero e proprio switch off per alcuni servizi della pubblica amministrazione – si legge nella risoluzione -. Gli investimenti per eliminare il divario digitale sono immediatamente attivabili strategici per l'economia del futuro”. La IX Commissione “impegna il Governo a deliberare nella prossima riunione del Cipe il finanziamento previsto così da imprimere una decisa accelerazione all'obiettivo della banda larga per tutti entro il 2012”.

Disco verde anche per le mozioni presentate da Pdl e Lega: Deborah Bergamini (Pdl) e Jonny Crosio (Lega) sono gli autori delle altre due risoluzioni anch’esse mirate allo sblocco dei fondi da parte del Cipe. “Lo sviluppo della banda larga, attraverso infrastrutture adeguate, come le reti di nuova generazione in fibra ottica (Ngn), e tecnologie innovative è un elemento essenziale per la crescita sociale ed economica del Paese”, si legge nella premessa alla risoluzione a firma di Bergamini, Garofalo, Toto. “L'accesso a Internet va infatti ormai annoverato tra i servizi di natura «universale», da erogarsi all'intera collettività nazionale, alla stregua di servizi come poste, luce o gas nel secolo scorso. È infatti inaccettabile che in futuro ci siano persone o intere comunità prive della possibilità di connettersi ad Internet, ormai indispensabile per permettere ai cittadini e alle imprese di fruire di una gamma estremamente vasta di servizi, sia di carattere commerciale che a rilevanza sociale, tra cui, in particolare, molti servizi forniti dalla pubblica amministrazione”.

Secondo la Lega gli 800 milioni non bastano a garantire un futuro broadband all’Italia. “Tutti i principali Paesi europei si sono dotati di piani strategici relativi allo sviluppo delle reti di nuova generazione. Tali piani mirano a creare le condizioni favorevoli per lo sviluppo degli investimenti privati, favorendo la collaborazione tra i vari operatori e tra questi e le amministrazioni pubbliche”, si legge nella risoluzione a firma Crosio, Caparini, Volpi, Dozzo, Luciano Dussin, Pini, Montagnoli, Desiderati, Buonanno. “In Italia un analogo piano, seppure delineato in modo approssimativo nelle linee fondamentali, non è ancora stato definito”.
La Lega invita pertanto il Governo “a predisporre un piano infrastrutturale che risponda alle esigenze individuate nel presente atto di indirizzo, in modo da impiegare le risorse già stanziate nella progressiva realizzazione, nel periodo 2009-2013, di un programma di interventi che permetterebbero immediate ricadute positive già nel primo anno di attività”


“Il voto unanime dovrebbe convincere il Governo ad intervenire subito, anche per sgombrare il campo dai legittimi dubbi legati a riunioni fra membri dell’esecutivo e i vertici Mediaset sugli sviluppi legati alla banda larga e al futuro di Telecom Italia”, commenta Michele Meta capogruppo Pd in commissione Trasporti.
Da parte sua il senatore Luigi Vimercati sottolinea che “l’approvazione della mozione rappresenta un chiaro messaggio politico: c’è bisogno che il Cipe sblocchi i fondi congelati”.

02 Dicembre 2009