Mse-Cattid: high-tech per dire no alla contraffazione

INTESA

Siglato un protocollo d'intesa tra ministero dello Sviluppo economico e il Cattid (Università La Sapienza di Roma). L'hitech si mette al servizio della tutela del made in Italy

di Patrizia Licata
Nuove tecnologie al servizio della lotta alla contraffazione. Il ministero dello Sviluppo Economico ha sottoscritto oggi un protocollo d’intesa con il Cattid, il laboratorio di elevate tecnologie dell’Università La Sapienza di Roma, per lo sviluppo di soluzioni innovative volte alla valorizzazione e alla protezione dei diritti di proprietà industriale e del made in Italy.

Il fenomeno della contraffazione in Italia, solo nel 2008, ha registrato un giro d’affari di oltre 7 miliardi di euro, con una perdita erariale per lo Stato, tra imposte dirette ed indirette, di almeno 5,30 miliardi di euro ed una perdita, in termini occupazionali, di non meno di 130.000 unità.

Il protocollo siglato oggi, in particolare, permetterà di diffondere la conoscenza ed incentivare l’impiego nella lotta alla contraffazione di strumenti ad alto valore tecnologico, come il Rfid (Radio Frequency Identification), una sorta di “francobollo digitale” che, applicato ai singoli prodotti, aumenta la sicurezza e la trasparenza della filiera in termini di tracciabilità e rintracciabilità, offrendo un immediato beneficio per il cittadino-consumatore.

“L’innovazione tecnologica è una strada obbligata per combattere la contraffazione e per tutelare il made in Italy. Le merci contraffatte possono essere considerate una forma di doping del mercato in quanto alterano la concorrenza e provocano non solo rilevanti danni alle imprese italiane, ma comportano anche rischi diretti per la salute dei cittadini e la sicurezza dei consumatori”, ha affermato il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, aggiungendo però che per vincere la lotta alla contraffazione è necessario anche il “sostegno attivo dei cittadini e delle imprese”.

02 Dicembre 2009