Marcegaglia: "Telecom sotto controllo estero? No problem"

BANDA LARGA

Il presidente di Confindustria: "Il governo sblocchi almeno una tranche da 200/300 milioni del Piano Romani-Brunetta. L'imprenditoria ha bisogno di servizi broadband"

di Enzo Lima
Se Telecom Italia dovesse finire sotto il controllo di Telefonica, per il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia non sarebbe un problema. “Non interessa tanto chi detiene le leve del controllo azionario, quanto la capacità delle imprese italiane di andare all’estero e la capacità dell’Italia di attrarre investimenti dall’estero”, ha detto intervenendo al convengo di presentazione di un libro sui 10 anni di Fastweb.

Per Marcegaglia, “la banda larga è fondamentale per il supporto che può dare alla crescita del Paese e allo sviluppo della competitività delle imprese”. Ammette, tuttavia, che molti suoi associati non hanno ancora capito a fondo le opportunità che Internet offre alla crescita del business delle aziende. “Ma quando se ne rendono conto , spiega, non tardano ad approfittarne”. Confindustria ha messo in piedi una task force con il compito di “andare nei territori a diffondere la conoscenza dei vantaggi del web, in particolare a livello de distretti industriali”.

Quanto agli 800 milioni del piano Romani-Brunetta, Marcegaglia invita il governo a “prendere finalmente una decisione che faccia partire il processo sbloccando se non tutti, almeno una prima tranche di 200/300 milioni”. Secondo Marcegaglia bisogna intervenire anzitutto a livello di distretti perché “lì si può avere una risposta immediata e guadagni immediati di efficienza. L’imprenditoria ha bisogno di servizi broadband per andare avanti con l’innovazione”.

03 Dicembre 2009