Cisco ha il 91% di Tandberg. L'acquisizione a un passo

MERCATI

L'89,1% degli azionisti di Tandberg ha dato l'ok all'offerta da 3,4 miliardi di dollari. Cisco ha quindi una quota del 91,1% (con il 2% di azioni già possedute). Si procede verso l'acquisizione

di Patrizia Licata
Cisco Systems “si accontenterà” dell’89,1% dei consensi nell’azionariato Tandberg, anziché del 90% come aveva chiesto in precedenza, e chiuderà l’acquisizione “il prima possibile”: lo ha reso noto il numero uno dei produttori mondiali di computer networking. La Cisco ha messo sul piatto per l’acquisizione di Tandberg, produttrice di apparati per videoconferenza, 3,4 miliardi di dollari. 
Ieri, allo scadere del periodo di adesione (prolungato dal 1 al 3 dicembre), l’89,1% degli shareholders aveva acconsentito all’offerta della Cisco pari a 30,32 dollari per azione. Per guadagnare consensi, l’americana aveva aumentato la posta: l’offerta originaria era di 3 miliardi di dollari e, pur avendo ottenuto l’approvazione del cda Tandberg, aveva convinto meno del 10% degli azionisti della società norvegese.

Al momento della nuova offerta di 3,4 miliardi, il 40% degli azionisti ha dato il sì, tra cui anche gli shareholders di minoranza più importanti: Folketrygdfondet, il fondo pensionistico nazionale norvegese, e OppenheimerFunds. All’inizio di questa settimana, i consensi erano saliti all’84% e la Cisco ha cominciato a considerare di ammorbidire la sua richiesta di un’approvazione al 90%. Oggi l’americana, con l’89,1% degli holders dalla sua, detiene il controllo di oltre il 90% della Tandberg, perché già possedeva il 2% delle azioni, acquistate a novembre. All’azienda di San Josè restano da intavolare le trattative con gli azionisti rimasti fuori, dai quali comprerà le quote restanti.
Cisco è già presente sul segmento high-end del mercato della videoconferenza con i sistemi cosiddetti di “telepresenza”. L’acquisizione della Tandberg le permette di espandersi sugli altri segmenti del mercato, dai piccoli "videotelefoni" agli apparati complessi per sale conference.

La transazione permetterà all’azienda americana anche di spendere parte del contante che ha accumulato nelle sue filiali estere: comprando una società straniera, il produttore di San Jose eviterà di pagare le tasse imposte negli Usa per il rientro di capitali. Intanto il dipartimento di Giustizia americano ha fatto richiesta di informazioni ulteriori sull’accordo e la Cisco ha garantito piena collaborazione.

04 Dicembre 2009