Garante Privacy, no al telemarketing con numeri "casuali"

PRIVACY

L'Authority: anche il numero di telefono estratto con sistemi computerizzati è  dato personale. "Serve sempre il consenso dell'utente"

di Federica Meta
Niente telefonate commerciali effettuate utilizzando sistemi che generano numerazioni casuali. Tanto più se gli abbonati vengono contattati con chiamate preregistrate.
Lo ha stabilito il Garante privacy intervenendo contro una azienda vinicola a seguito delle segnalazioni di numerosi cittadini che lamentavano la ricezione di telefonate indesiderate, in alcuni casi preregistrate.
"Per le sue comunicazioni commerciali l’azienda non utilizzava, né direttamente né attraverso i propri call center, i numeri presi dagli elenchi telefonici, ma si serviva di un sistema che generava i numeri da contattare attraverso sequenze casuali - spiega il Garante in una nota -. Le sequenze erano elaborate con criteri geografici e i numeri non erano abbinati a dati anagrafici".

Nel suo provvedimento di divieto l’Autorità ha spiegato che anche il numero casualmente composto e chiamato telefonicamente è da considerarsi “dato personale”, in quanto ricollegabile, anche indirettamente, a una persona identificata o identificabile.
"Di conseguenza, in base alle norme sulla privacy, per poter utilizzare anche questo tipo di numerazione a fini commerciali è necessario il previo consenso dell’interessato - rimarca l'Authority -. Tanto più laddove si utilizzino modalità di contatto con chiamate preregistrate per le quali il consenso è obbligatorio". Concetto, questo, più volte ribadito dal Garante.

Il Garante ha dunque vietato all’azienda di usare sistemi che generano tramite digitazione casuale numeri di telefono con i quali contattare gli interessati. "La società dovrà inoltre cancellare tutti i dati personali per i quali non risulta documentato tale consenso", precisa.

La mancata osservanza del provvedimento del Garante espone a sanzioni penali (reclusione da tre mesi a due anni) e amministrative (pagamento di una somma da trentamila a centottantamila euro).

10 Dicembre 2009