Debutto online il 5 gennaio per Nexus One, il Googlephonino

MOBILE

Cambio di strategia per Mountain View. Ora lo scontro diretto è con Apple

di Davide Lombardi
Si chiamerà Nexus One e ha già una data di uscita. Il Googlephonino si potrà comprare online a partire dal 5 gennaio del 2010. La notizia, partita dal blog di Google Mobile, è stata rilanciata dal Wall Street Journal. Dopo le vendite non proprio esaltanti dei primi modelli di telefonini basati sul sistema operativo Android, Big G ha deciso di mettere in vendita un telefonino col proprio marchio. Il Nexus One si basa sul sistema operativo Android e secondo indiscrezioni è prodotto dai taiwanesi di Htc che hanno già lanciato tre modelli basati su Android, ma sarà comunque brandizzato Google.

I dipendenti stanno già testando il Googlephonino secondo una procedura già collaudata con altri prodotti e chiamata “dogfooding”, che letteralmente significa mangiare il proprio cibo per cani e riassume alla perfezione la modalità secondo cui i dipendenti devono utilizzare i prodotti dell’azienda per cui lavorano.

Secondo il New York Times ciò segnala un cambio di strategia di Google, che si lancia nel mercato dei dispositivi mobili per diventarne una forza di primo piano. Se fino ad ora la società guidata da Eric Schmidt contava sui partner per costruire un mercato di cellulari basati su Android, il cambio di strategia potrebbe provocare due conseguenze: da un lato il deterioramento dei rapporti con i partner che hanno commercializzato i telefonini con sistema operativo Android, in primis Verizon Wireless e Motorola, dall’altro uno scontro diretto con Apple il cui iPhone, leader nel mercato degli smartphone, è il prodotto che più potrebbe risentire della concorrenza di Nexus One.

Stando a ciò che riferisce un impiegato di Google, riportato dal New York Times, il modello dovrebbe essere un touch screen leggermente più grande e più sottile del My Touch prodotto da Htc e venduto in Usa da T-Mobile. Ma rimane ancora un punto interrogativo sulla strategia di vendita (la portavoce di Google, Katie Watson, si rifiuta di dare maggiori informazioni).

15 Dicembre 2009