L'Agcom scalda i motori sul "pacchetto" Ngn

REGOLE

Da gennaio 2010 via alla definizione di una disciplina transitoria per la fase di sperimentazione e prima commercializzazione dei servizi a banda larga su reti Ngn. Attenzione agli aspetti territoriali: si valuta la possibilità di regole differenziate a seconda delle aree geografiche

di Mila Fiordalisi
Spinge l’acceleratore sulle Ngn l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni. A partire dal mese di gennaio l’Authority presieduta da Corrado Calabrò sarà impegnata nella definizione di una disciplina transitoria per la fase di sperimentazione e prima commercializzazione dei servizi a larga banda su reti Ngn.

L’annuncio è stato messo nero su bianco nella delibera approvata oggi dal Consiglio dell’Agcom, che conclude il procedimento sugli obblighi (rimedi) cui è soggetta Telecom Italia nei mercati di rete fissa (sia all’ingrosso sia al dettaglio) e che, contestualmente, chiarisce definitivamente la relazione tra gli impegni assunti dall’operatore di Tlc nel corso del 2008 e gli obblighi individuati dall’Autorità.

Nel provvedimento , l’Autorità “nel tenere nel massimo conto le osservazioni avanzate dalla Commissione europea nella lettera di fine ottobre e gli esiti della consultazione pubblica nazionale, conferma tutti gli obblighi sottoposti alla consultazione e, tra questi, anche quelli in materia di sviluppo delle reti di nuova generazione (Ngn)”. L’Agcom sottolinea, inoltre, che “alcune misure sollecitate da Bruxelles in relazione alle reti Ngn, verranno affrontate nel corso del 2010 nell’ambito di un apposito procedimento, sulla scorta anche delle indicazioni del Comitato Ngn Italia, cui, appunto, viene affidato il compito di definire delle “Linee guida per la disciplina della transizione verso le reti Ngn” (procedure di migrazione, unbundling della fibra ottica, regole per il bitstream su fibra ottica).

A tal fine, l’Autorità “proseguirà nel monitoraggio della concreta evoluzione delle reti di accesso di nuova generazione, con attenzione anche agli aspetti territoriali, per valutare la possibilità di graduare le misure regolamentari sulla base delle diverse realtà geografiche”

L’obiettivo dell’operazione è evitare un “vuoto regolamentare”, con i connessi rischi alterazione dei meccanismi concorrenziali. “Con questa decisione, l’Autorità ritiene di avere definito un impianto regolamentare innovativo, al passo con il livello di concorrenza presente sul mercato finale dei servizi di rete fissa. Questo impianto sarà maggiormente focalizzato sulla disciplina dei servizi all’ingrosso, in quanto la competizione in questo mercato passa ormai principalmente per le condizioni – economiche e non – alle quali gli input intermedi vengono acquistati dai concorrenti di Telecom Italia”.

Riguardo specificamente alle questioni che interessano Telecom Italia l’Autorità ribadisce la decisione di rimuovere il meccanismo di price cap per i servizi di accesso retail di Telecom Italia, “in linea con quanto accaduto in quasi tutti i paesi comunitari dove si sono consolidati importanti operatori alternativi e sulla base dell’evidenza di un’effettiva competizione di prezzo sul mercato”. Restano salve le tutele alle categorie sociali disagiate e gli obblighi di servizio universale, mentre “è sottoposta alla consultazione pubblica la proposta relativa ai cosiddetti test di prezzo, ossia il meccanismo a garanzia della replicabilità dei prezzi di tutti i servizi offerti da Telecom Italia”.

Per i servizi all’ingrosso (il c.d. Listino d’accesso) la delibera conferma che i prezzi resteranno fermi ai valori 2009 fino alla applicazione del modello a costi incrementali, previsto per maggio 2010.

16 Dicembre 2009