Reggefiber a caccia di un partner finanziario

NGN

In nove mesi il progetto di banda ultra-larga in Olanda ha raggiunto una penetrazione del 30%. Ma Kpn ha rivisto al ribasso le stime riguardo al target di abitazioni collegate al 2012 (1,3 milioni): si procederà a un ritmo di 250mila all'anno

di Patrizia Licata
Risultati “incoraggianti” per Kpn e i test che ha condotto sui servizi Ftth (fiber-to-the-home) e Fttc (fibre-to-the-curb). La sperimentazione è stata avviata l’anno scorso in dieci città e l’operatore olandese sottolinea che, nonostante l’offerta molto limitata, l’azienda è riuscita a raggiungere in circa nove mesi una penetrazione del 30% nelle aree coperte dalla Ftth e del 22% per l’Fttc. Kpn è dunque convinta che, migliorando l’offerta (in particolare, rendendo il servizio simmetico) e cercando anche clienti all’ingrosso, la penetrazione potrà sicuramente aumentare.

Un annuncio da parte di Kpn che ha anche lo scopo di presentare nel migliore dei modi agli investitori la sua joint venture con Reggefiber per la fiber-to-the-home. Tuttavia l’operatore olandese ha anche chiarito che non sta considerando un’implementazione della fibra a livello nazionale e che Reggefiber è in cerca di un altro partner finanziario. Quali sono dunque le reali intenzioni di Kpn in merito alla fibra ottica e all’Ftth? Gli osservatori si chiedono come mai l’azienda, pur sostenendo che la fibra è la tecnologia di comunicazione del futuro, stia procedendo così lentamente con l’implementazione. Il suo target di 1,1-1,3 milioni di case collegate entro il 2012 indica che Kpn intende procedere a passi lenti: farà salire il totale al ritmo di sole 250.000 nuove connessioni ogni anno.

Kpn spiega che il sistema It non riesce a sostenere un ritmo più veloce, ma anche che deve rispettare le linee guida della sua strategia “Back to Growth” (Tornare a crescere) 2008 – 2010 delineata l’anno scorso. La strategia prevede un capex massimo di 2 miliardi di euro e almeno 2,4 miliardi di euro di flusso di cassa libero nel 2010. Per Kpn innovare è importante, ma accontentare gli investitori lo è ancor di più: pagare i dividendi, evitare investimenti rischiosi e garantire un breve periodo di ritorno sugli investimenti fatti – e l’Ftth ha tempi decisamente più lunghi di quanti molti stakeholder vorrebbero, 10-15 anni. Non sorprende che Reggefiber, che comunque copre la maggior parte dei costi per la posa della fibra, cerchi non tanto l’appoggio dei finanziatori privati, quanto prestiti da investitori a lungo termine come società pubbliche, per esempio le amministrazioni cittadine. 



17 Dicembre 2009