Uk: via alla consultazione per il fondo Nga

BANDA LARGA

Un miliardo di sterline da destinare agli operatori che investiranno nella realizzazione delle reti ultrabroadband nelle periferie urbane e nelle aree rurali. Obiettivo: servire il 90% della popolazione entro il 2017

di Mila Fiordalisi
Vale un miliardo di sterline il Next Generation Access (Nga) Fund, il fondo che il governo britannico ha deciso di destinare allo sviluppo della banda larghissima nel Paese. L’extra “cash” sarebbe frutto della controversa tassa da 50 pence al mese (per un totale di 6 sterline annue) – proposta nell’ambito del disegno di legge Digital Economy - a carico di tutti i cittadini britannici titolari di linee telefoniche fisse.

“L’investimento del governo è determinante se il Regno Unito vuole rimanere competitivo a livello globale – ha sottolineato il segretario all'Industria Lord Mandelson -. Bisogna considerare che gli investimenti da parte dei privati di qui al 2017 sarebbero in grado di soddisfare le esigenze del 70% della popolazione ma non del restante 30%. Di qui la necessità di un intervento da parte dello Stato nelle aree a scarsa redditività”. In dettaglio, il governo intende favorire la realizzazione di reti superfast da parte degli operatori per servire il 90% delle abitazioni private e delle sedi aziendali entro il 2017.

Nel Regno Unito, così come in molti altri Paesi europei, alla questione del digital divide si somma quella del crescente “broadband gap”: le offerte a 50 Mbps sono già in parte disponibili per la popolazione delle aree urbane ad elevata concentrazione, ma una parte consistente della popolazione si trova nelle condizioni di non disporre nemmeno dell’Adsl di prima generazione.
Mandelson ha affermato che l'aggiornamento delle reti in rame prima, ma soprattutto la realizzazione di quelle in fibra ottica di nuova generazione "sortirà nuovi posti di lavoro, rafforzerà il potenziale delle imprese e farà crescere l’economia digitale ". Secondo stime della London School of Economics un investimento in Ngn nell’ordine di 5 miliardi di sterline, sortirebbe 280.000 nuovi posti di lavoro. E grossi benefici ci sarebbero soprattutto per le piccole e medie imprese.

Il governo ha ora annunciato una consultazione pubblica per decidere come distribuire le risorse fra gli operatori di Tlc e quali località servire per prime secondo gli approcci outside-in e outside-out; il dipartimento dell’Economia (a cui fa capo la consultazione) sta infatti valutando le ipotesi di destinare la somma principalmente alle aree rurali, dove gli operatori non sarebbero interessati a investire, oppure di far partire la roadmap dalle aree urbane periferiche e quindi vicine alle reti in fibra ottica che le Telco realizzeranno nelle grandi città.

Il fondo per le Nga fa il paio con il Piano Digital Britain che mira a garantire l’accesso a Internet alle velocità di 2 Mb al secondo a tutti i cittadini britannici entro il 2012, in concomitanza con la prossima edizione dei Giochi Olimpici.

Riguardo agli operatori in campo se Virgin riesce già a portare la banda larghissima in molte abitazioni attraverso il cavo, più critica la situazione di Bt che sta procedendo lentamente con l’attivazione dei nuovi servizi. L’incumbent ha appena annunciato un piano per aggiornare gli armadi in strada con collegamenti in fibra verso le abitazioni soprattutto nell’area sud-est del Paese. Bt ha reso noto che per l’aggiornamento di circa il 40% delle proprie centrali telefoniche (quelle più vetuste) sarà necessario un investimento di 1,5miliardi di sterline

BT nel mese di dicembre ha inoltre annunciato che prevede di accelerare il dispiegamento della sua rete in fibra per raggiungere 10 milioni di famiglie entro l'estate del 2012, con connessioni fino a 100 Mbps in modalità Ftth e fino a 40 Mbps via Fttc.

11 Gennaio 2010