Banda larga, la Ue rinuncia al servizio universale

INTERNET

La Commissione decide di non legiferare più in materia: troppa disparità tra gli Stati membri e troppo alti i potenziali costi. Kroes: "Vogliamo evitare oneri sproporzionati per i Paesi e distorsioni del mercato"

Bruxelles rinuncia alla banda larga universale. La Commissione europea ha infatti annunciato che non legifererà per imporre nell'Unione Europea un servizio universale di Internet a banda larga e sui servizi di telecomunicazione mobile 'a causa - spiega una nota - delle disparità tra gli stati e dei potenziali costi in gioco'. La Commissione ha tirato le conclusioni al termine di una consultazione pubblica lanciata nel marzo 2010.

Pur non essendo, dunque, prevista una proposta di revisione della Direttiva, la guidance comunitaria resta lo strumento indicato per attuare le strategie degli Stati Stati membri. Rimangono infatti invariati i criteri identificati in termini di penetrazione e velocità per un’eventuale estensione del servizio universale  al broadband: velocità utilizzata da 50% degli utilizzatori e 80% delle household connesse.

La Commissione continuerà inoltre a lavorare per la definizione dei meccanismi di designazione dei provider del servizio universale e del calcolo del costo netto degli obblighi del servizio e, infine, dei meccanismi di finanziamento.

'Voglio garantire che le regole del servizio universale portino reali benefici dell'economia digitale– sottolinea Neelie Kroes, commissario per l’Agenda digitale - e allo stesso tempo evitare l'imposizione di un onere sproporzionato per il settore o un’indebita distorsione del mercato '.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 24 Novembre 2011

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