Aol non regge la crisi. Via alla chiusura della filiale tedesca

INTERNET

La società statunitense, nell'ambito di una ristrutturazione tutta lacrime e sangue, abbandonerà molti mercati europei. Per primo quello tedesco

di Davide Lombardi
Aol, la società statunitense fornitrice di servizi online, ha annunciato l’intenzione di chiudere i propri uffici in Germania nell’ambito di un profondo piano di ristrutturazione dell’azienda che prevede la riduzione di un terzo del proprio organico a livello globale.
Oltre al mercato tedesco, molto probabilmente Aol lascerà anche altri mercati europei, fra cui quello svedese, quello spagnolo e quello francese. “Il piano di chiusura degli uffici in Francia è stato presentato allo staff  lunedì”, ha rivelato un portavoce di Aol all’agenzia Agi. In Europa l’azienda pensa di concentrarsi solo sul mercato britannico. Anche negli Usa si taglia, chiudendo gli uffici di Dallas e Seattle che hanno dato lavoro a circa 500 dipendenti.

Aol è il pioniere di internet, ma in questi anni a causa della concorrenza ha perso molti clienti ed è stata costretta ad una profonda ristrutturazione. Nel 2001 c’era stata la fusione con TimeWarner, erano i periodi del boom di internet, ma in seguito alla copiosa perdita di clienti Aol nel novembre scorso ha annunciato una ristrutturazione per essere poi scorporata da Time Warner. Proprio pochi giorni fa è arrivato il mea culpa dell’artefice della fusione,  l'ex Ceo di Time Warner Jerry Levin, che ha detto: “Ho presieduto al peggiore accordo del secolo e penso che ora sia giunto il momento di dire: sono il responsabile. Ero al comando. Sono veramente molto dispiaciuto del dolore, della sofferenza e delle perdite causate. Me ne assumo la responsabilità”.

Il primo piano di ristrutturazione di Aol prevedeva un esodo volontario di 2.500 dipendenti su 6.900 a livello mondiale. Fallito questo piano, a cui hanno aderito solo 1100 dipendenti, Aol ha cambiato strategia decidendo di puntare su alcuni mercati piuttosto che su altri. Le riunioni con i dipendenti europei inizieranno nel corso della settimana, mentre i primi impiegati americani ad essere cassintegrati saranno informati nei prossimi giorni. Se i dipendenti piangono, non altrettanto possono fare i clienti di Aol che, anche in quei mercati dai quali la compagnia si sta tirando fuori, stando a ciò che ha detto il responsabile per la Comunicazione dell’azienda Thomas Knorpp, “potranno continuare ad utilizzare i nostri prodotti internazionali”.

12 Gennaio 2010