Telecom Argentina, Bernabè (TI): "Pronti a difenderci dalle violazioni dell'Antitrust"

FRANCO BERNABE' (TI)

L'Ad di Telecom Italia attacca: "Dall'Autohority un danno al patrimonio di un gruppo che opera con successo in quel Paese"

di Federica Meta
“Siamo impegnati a tutelare gli interessi del Gruppo e di tutti i suoi Azionisti in ogni sede e con ogni mezzo, e il nuovo ricorso che abbiamo presentato lo testimonia una volta di più. In Argentina si sta perpetuando sotto gli occhi di tutti un’evidente violazione del diritto e un danno al patrimonio di un Gruppo italiano che opera con successo in quel Paese da 15 anni”. Con queste parole Francò Bernabè, amministratore delegato di Telecom Italia conferma le indiscrezioni riportate ieri dal quitdiano di Buenos Aires, El Comercio, sul ricorso di Telco contro la decisione dell’Antitrust argentino che obbliga a vendere le partecipazioni di Telecom Argentina.

Telecom Italia comunica, quindi, di aver proceduto all’impugnazione del provvedimento (Risoluzione n. 1/2010 della Comisión Nacional de Defensa de la Competencia) con cui l’autorità stabilisce tempi e modalità del disinvestimento della partecipazione e dei diritti appartenenti al Gruppo Telecom Italia in Sofora S.A. (controllante Telecom Argentina S.A.).

Il provvedimento impugnato dà seguito alla Risoluzione n. 483/2009 della Secreteria de Comercio Interior argentina , che ha subordinato l’approvazione dell’operazione di acquisto di Olimpia S.p.A. da parte di Telco S.p.A. (la c.d. Operazione Telco) al disinvestimento integrale della partecipazione diretta e indiretta detenuta da Telecom Italia in Sofora.

Secondo Telecom “le due misure, pur affermando di trovare il loro fondamento in violazioni di legge imputate alle parti dell’Operazione Telco (Pirelli & C. S.p.A. e Sintonia S.A. quali venditori di Olimpia S.p.A.; Assicurazioni Generali S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Mediobanca S.p.A., Telefónica S.A. e la stessa Sintonia S.A. quali acquirenti di Olimpia tramite Telco), incidono in realtà anche e soprattutto sul Gruppo Telecom Italia attuale e legittimo proprietario delle partecipazioni e delle opzioni di cui è pretesa la dismissione”. Il gruppo peraltro “è estraneo alle violazioni imputate alle parti dell’Operazione Telco e non ha partecipato ai procedimenti che hanno portato ai provvedimenti impugnati”.

Telecom Italia considera illegittima e iniqua ogni decisione finora assunta dalle autorità argentine finalizzata al disinvestimento dei suoi asset ed ha pertanto proposto istanza per la dichiarazione della nullità della Risoluzione e degli atti amministrativi connessi, previa loro sospensione.

Intanto la stampa argentina si scatena. Secondo La Naciòn entro lunedì prossimo i potenziali compratori della partecipazione detenuta da Telecom Italia in Telecom Argentina dovranno ratificare alla compagnia il loro interesse e la loro disponibilità monetaria (si parla di cifre comprese tra 600 e 1.000 milioni di dollari). Lo scrive oggi il quotidiano argentino "I possibili pretendenti - prosegue il quotdiano, citando fonti vcine alla vicenda - dovranno anche ratificare di farsi carico dei contenziosi che l'operatore ha in corso nel Paese, dei problemi con i soci argentini e con lo Stato.

Favorita sarebbe la cordata guidata dal magnate Eduardo Eurnekian e da Ernesto Gutierrez (proprietario di Aeropuertos Argentina 2000). Tra gli interessati ci sono anche: il fondo di investimento Pegasus, l'industriale big dei trasporti Alfredo Román, la panamense Genevieve e Condor Inversiones.

14 Gennaio 2010