Fine dell'era flat per il traffico wireless? Verizon ci fa un "pensierino"

PREVISIONI

Dick Lynch, Cto del carrier americano, apre all’ipotesi di tariffe a consumo per evitare i colli di bottiglia creati da chi invia e riceve files pesanti

di Patrizia Licata
Il Chief technology officer di Verizon Communications non ha dubbi: gli operatori mobili finiranno con l’essere costretti a cambiare i metodi di tariffazione del traffico voce e dati e a far pagare in base a quanta ampiezza di banda si usa. E questo perché ci sono alcune persone che svolgono spesso operazioni che “succhiano” banda e intasano la rete, come mandare e ricevere una grande quantità di files molto pesanti. Il Cto Dick Lynch (nella foto) afferma che gli attuali piani tariffari, che permettono accesso illimitato a un costo mensile flat, incoraggiano l’abuso delle reti wireless, soprattutto da parte di un piccolo gruppo di cosiddetti "bandwidth hogs", gli ultrà dello scambio di files su rete mobile.

In un’intervista rilasciata al recente Consumer electronics show di Las Vegas, Lynch ha detto che gli operatori mobili potranno far fronte all’aumento dell’uso di Internet dal cellulare nei prossimi anni migliorando e aggiornando la tecnologia. Ma sul lungo periodo, ha continuato Lynch, i carrier avranno bisogno di più spettro e di nuovi piani tariffari che incoraggiano a un uso più responsabile della banda. Da tempo il Cto della Verizon si pronuncia a favore di prezzi “a consumo” e non flat, proprio come accade per l’acqua e la luce, anche se per il momento, ha assicurato, Verizon non ha alcun progetto di modificare i piani tariffari esistenti.

Le aziende telefoniche hanno introdotto le tariffe flat all’inizio del decennio per spingere i clienti che usavano i telefonini principalmente per la voce a sperimentare anche il traffico dati, aumentando la loro spesa. La domanda di dati è esplosa dal 2007, dopo che la At&t ha lanciato l’iPhone della Apple e altri produttori hanno portato sul mercato vari modelli di smartphone capaci di collegarsi a Internet. Ma oggi sempre più utenti usano il dispositivo wireless per accedere alla Rete e questo comincia a causare dei colli di bottiglia, in particolare per la At&t nelle grandi città come New York e San Francisco. Questi problemi del carrier americano sono guardati con attenzione dalle altre aziende del settore: tutte sono consapevoli che potrebbe essere necessario gestire diversamente il traffico sulla rete. La stessa At&t si dice aperta ad adottare metodi alternativi di tariffazione, anche se non ha in programma modifiche nei prezzi nell’immediato futuro.

La tariffazione “a consumo”, secondo Lynch di Verizon, beneficerebbe gli utenti medi, che di solito non scambiano tanti files pesanti, ma che si trovano a subire i rallentamenti del traffico causati dai "bandwidth hogs" (e a pagare il loro sovra-utilizzo della rete); inoltre, spingerebbe  gli sviluppatori di applicazioni per cellulari a rendere i software più efficienti: i consumatori sceglierebbero le applicazioni per musica, video e altri servizi capaci di “succhiare” meno banda.

15 Gennaio 2010