Pin per cambio gestore fisso. Stop dal Tar del Lazio

AGCOM

Su ricorso di Vodafone il tribunale amministrativo ha respinto la delibera Agcom nella parte in cui anticipa al 1° febbraio l'adeguamento alla normativa sul codice segreto

Più tempo agli operatori fissi per adeguarsi alla nuova normativa sul cambio di gestore da parte del cliente. Su richiesta di Vodafone, appoggiata da BT Italia, il Tar del Lazio ha sospeso l'entrata in vigore della delibera dell'Agcom contenente le nuove regole nella parte in cui stabiliva che gli operatori di telefonia fissa avrebbero dovuto adeguarsi entro fine di gennaio al sistema che prevede l'assegnazione al cliente di un codice pin personale per la richiesta “in sicurezza” del cambio gestore  Secondo i giudici, l'Autorità ha anticipato in maniera immotivata al primo febbraio il termine in questione, inizialmente fissato al primo marzo, “procurando un danno alla ricorrente (ovvero a Vodafone ndr) alla quale residua un termine di gran lunga ridotto per adeguarsi alla nuova disciplina".

Il provvedimento dell'Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni è stato approvato il 6 ottobre 2009 in attuazione di una precedente delibera del 4 agosto per contrastare il fenomeno dei servizi non richiesti dal cliente, tra cui, appunto, le richieste di passaggio ad altro gestore avanzate dagli operatori senza l'effettiva richiesta dell'utente finale.

Con la nuova normativa i clienti dovranno comunicare il codice segreto al nuovo operatore che a sua volta lo trasmetterà alla vecchia società telefonica come prova dell'effettiva presenza di una richiesta di passaggio a nuovo gestore.
Vodafone, sostenuta anche da BT Italia, ritiene che tale procedura falserebbe la concorrenza, in quanto il pin renderebbe ancora piu' complesso l'iter per cambiare operatore favorendo così il trattamento del cliente da parte del vecchio gestore a danno del nuovo.
La società lamentava inoltre difetti procedurali nell'adozione della delibera impugnata in quanto gli operatori di telefonia interessati non sarebbero stati consultati in modo adeguato. Da qui la richiesta di sospensione del provvedimento.

15 Gennaio 2010