Rim punta sul mobile web: brevetto per tecnologia super-fast

SMARTPHONES

L'azienda titolare del Blackberry ha presentato richiesta per ottenere il copyright su un innovativo sistema di navigazione ideato per velocizzare la navigazione online via telefonino

di Patrizia Licata
Research In Motion ha fatto richiesta allo U.S. Patent and Trademark Office per depositare un brevetto per una tecnologia che migliora la velocità di navigazione Internet sui device mobili facendo leva sull’uso di un server proxy che comprime e decomprime i dati trasmessi sulle reti wireless.


"Molti device mobili che accedono a Internet in modalità wireless possono oggi andare incontro a inefficienze nell’attività di browsing”, si legge nella documentazione presentata dall'azienda titolare del Blackberry. “Uno dei motivi è che i dati sono spediti non compressi. Questo aumenta il traffico e rallenta la velocità di navigazione”. Rim è impegnata in un’accesa battaglia sul mercato degli smartphone per il segmento consumer, dove deve vedersela soprattutto con l’iPhone della Apple ma anche con i diversi cellulari che usano il sistema operativo Android di Google. Per lungo tempo leader nella e-mail wireless, il BlackBerry fatica a tenere testa ai rivali nell’Internet browsing, che è invece una funzionalità essenziale per i consumatori.



"Uno dei maggiori problemi con i browser web sugli smartphone è la lentezza con cui navigano su Internet”, nota Carmi Levy, analista tecnologico. "Per mantenere la leadership sul mercato consumer e battere i concorrenti, bisogna agire su questo fronte". Rim è consapevole della sfida che si prospetta. E non a caso sta lavorando anche al rinnovamento della propria piattaforma di web browsing.

L’azienda si prepara ad integrare il web browser mobile della Torch Mobile (azienda di Toronto acquisita ad agosto) creando un nuovo strumento di navigazione Internet basato sul motore open source WebKit (che supporta anche i browser mobili dell’iPhone e dei cellulari Android). Quanto alla nuova applicazione, secondo
Levy il rischio di mettere i proxy server direttamente sul device mobile (non nei data center dove sono di solito) è che il proxy server sottragga potenza elaborativa allo smartphone, peggiorando le performance complessive anziché migliorare la navigazione Internet. Ma se la Rim ha chiesto un brevetto e punta su questa tecnologia “è presumibile”, aggiunge l’analista, “che sia riuscita a rendere più efficiente il web browsing senza intaccare la user experience”.

21 Gennaio 2010